Genova, è polemica per lo striscione degli studenti rimosso dalla Digos
di Redazione
Dopo l'intervento della sindaca Salis, la scritta «Qui nessuno è straniero» è ricomparsa davanti alla primaria Daneo
Uno striscione contro il decreto scuola messo davanti ad una scuola del centro storico e tolto da due agenti della Digos fa scoppiare la polemica a Genova. Un gesto definito "brusco" dai genitori dei bimbi della primaria Daneo, istituto che punta da sempre sull'inclusività, e che secondo la Questura sarebbe una iniziativa autonoma dei due.
Tanto che la questora Silvia Burdese ha già avviato accertamenti interni.
Nello striscione, scritto in diverse lingue da studenti e maestre, un messaggio chiaro e semplice: "Qui nessuno è straniero". Come raccontato da Francesca Pastore, avvocata e presidente dell'associazione dei genitori degli studenti della Daneo, quando i due poliziotti hanno tirato giù il lenzuolo «abbiamo chiesto di poter vedere il distintivo e i motivi della rimozione, senza ricevere alcuna spiegazione». Il tutto «è avvenuto con modi e toni violenti, che hanno spaventato i bambini di passaggio per entrare nelle classi». Immediato è scattato il tam tam e mamme e papà si sono ritrovati davanti all'ingresso.
Dopo alcune ore la Questura ha spiegato che «personale dipendente impiegato nell'ordinario servizio di controllo del territorio in abiti civili» ha proceduto «d'iniziativa» e che l'intervento è nato «da una segnalazione della sala operativa della polizia locale». Lo striscione è stato subito riconsegnato e risistemato da dove era stato tolto, me le polemiche non si sono fermate.
A parlare con i bambini, i docenti è i genitori, è arrivata subito la sindaca Silvia Salis. «È un gesto che ha spaventato i bimbi. Loro stessi - il suo commento all'uscita - mi hanno detto che vogliono scrivere sia alla presidente del Consiglio che al presidente della Repubblica perché non sono d'accordo con quello che sentono in televisione. Loro vogliono dire che la scuola deve rimanere per tutte e tutti e dicono, con le parole dei bimbi, quello che la politica non riesce a dire perché parla di un paese che non esiste, che non esiste più da anni. Io sono andata a dire che questa città la pensa come loro».
I parlamentari liguri del Pd e del Movimento 5 Stelle presenteranno una interrogazione per capire cosa sia successo.
Di fatto «grave e ingiustificabile» hanno parlato la Flc Cgil e la Fiom Cgil Genova. E in solidarietà in altre scuole della città sono apparsi altri manifesti con la stessa scritta.
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