Fermata e multata la nave Trotamar III che soccorre migranti in mare

Fermo amministrativo per 45 giorni e 10 mila euro di multa per la Trotamar III, nave ong battente bandiera tedesca, dopo lo sbarco di 25 persone a Lampedusa, perché non ha avvisato le autorità libiche delle operazioni
Google preferred source
July 9, 2026
Fermo amministrativo per 45 giorni e 10 mila euro di multa per la Trotamar III, nave ong battente bandiera tedesca, dopo lo sbarco di 25 persone a Lampedusa. L'imbarcazione non avrebbe informato le autorità libiche per il coordinamento del soccorso. Il motivo ha a che fare con il fatto che il Centro di coordinamento del soccorso libico, nei fatti, guida le operazioni delle milizie libiche che operano respingimenti illegittimi dei barconi salpati dalle coste tripolitane verso le coste libiche e, dunque, i lager in cui vengono detenuti i migranti. 
«Il comandante Matthias Wiedenlübbert - fanno sapere dall'equipaggio - ha tuttavia agito in conformità con il diritto marittimo internazionale evacuando le 25 persone e informando i centri di coordinamento del soccorso marittimo (MRCC) di Roma e Malta subito dopo aver avvistato il gommone». Ora è accusato di non aver coinvolto il centro di soccorso libico. Wiedenlübbert ha commentato: «Si trattava di vite umane e dei diritti di persone in fuga dalle proprie case. La Libia calpesta i diritti umani e non può offrire un porto sicuro in conformità con le convenzioni internazionali. Il trasferimento in Libia non era un'opzione percorribile».
La Guardia Costiera di Lampedusa ha assunto una posizione diversa e, dopo il trasferimento delle persone avvenuto nelle prime ore del 30 giugno 2026, ha imposto il fermo amministrativo alla Trotamar III. L'8 luglio 2026, la Prefettura di Agrigento ha disposto il fermo della nave di soccorso per 45 giorni e una sanzione amministrativa di 10.000 euro. Katja Tempel, portavoce di CompassCollective, ha dichiarato: «La repressione delle organizzazioni civili di soccorso da parte del governo italiano sta portando a un aumento del numero delle vittime. Per questo motivo intraprenderemo un'azione legale contro il fermo della Trotamar III, affinché possiamo tornare operative il prima possibile. Il prossimo equipaggio è già pronto a partire».
Solo nel 2026, cinque navi civili di soccorso sono già state sottoposte a fermo in porto dal governo italiano di estrema destra. Si tratta della terza volta in assoluto che la Trotamar III subisce un fermo. I ricorsi legali contro i primi due provvedimenti sono ancora pendenti presso il tribunale di Agrigento (Sicilia).
Dall'inizio dell'anno, 1.337 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo centrale (dati IOM) e ad almeno 6.811 persone è stato impedito di fuggire, venendo respinte in Libia (dati UNHCR). Ciò rende questo inizio d'anno il più letale nella regione da quando l'IOM ha iniziato a registrare i decessi e le sparizioni nel 2014. Nel novembre 2025, 13 organizzazioni di soccorso marittimo, tra cui CompassCollective, hanno quindi fondato l'alleanza "Justice Fleet" in collaborazione con una rete di organizzazioni della società civile. L'obiettivo dell'alleanza è difendere il diritto internazionale agendo contro la detenzione illegittima di navi di soccorso in Italia e denunciando l'esternalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso ad attori illegittimi e violenti in Libia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire