Fadlun: «Antisemitismo radicato, noi messi all'indice perché ebrei»

Lo ha detto il presidente della comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, nel suo discorso alla cerimonia per il ricordo dell'attacco del 7 ottobre 2023 e dell'attacco alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, in corso al Tempio Maggiore della Capitale
Google preferred source
October 6, 2026
«Sono passati tre anni dal 7 ottobre. Ricordiamo chi è stato ucciso, chi è stato strappato alla propria casa e trascinato in ostaggio. Ricordiamo le famiglie distrutte, quelle che ancora portano addosso un dolore che non finisce. E ricordiamo ciò che si è sprigionato da quel giorno: una violenza antiebraica che ha mostrato quanto l'antisemitismo fosse radicato e pronto a riemergere». Lo dice il presidente della comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, nel suo discorso alla cerimonia per il ricordo dell'attacco del 7 ottobre 2023 e dell'attacco alla Sinagoga di Roma del 9 ottobre 1982, in corso al Tempio Maggiore della Capitale stasera.
«È intollerabile - prosegue - che il 7 ottobre sia stato progressivamente rimosso, relativizzato, quasi trasformato in una premessa secondaria di ciò che è venuto dopo. Prima della guerra e delle ricostruzioni contrapposte c'è stato un pogrom. C'è stato l'assassinio brutale di civili. Ci sono stati gli ostaggi. C'è stata la volontà di colpire gli ebrei in quanto ebrei, gli israeliani in quanto israeliani».
«"Dopo aver visto i nostri fratelli massacrati e rapiti, ci siamo trovati a dover rispondere dell'azione di uno Stato intero: messi all'indice come complici, solo in quanto ebrei.
Questo rovesciamento è alimentato da ricostruzioni mediatiche prevenute e da un antisemitismo che non preoccupa neppure più di camuffarsi. Siamo passati, nella percezione pubblica, dalla solidarietà al sospetto - ha precisato - . Persone che prima bussavano alle nostre porte hanno cominciato a evitarci. L'antisemitismo non è più un tabù e orribili parole del passato sono tornate nel linguaggio comune. Ciononostante, non siamo mai stati del tutto soli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire