Donna trovata morta in casa, c'è un uomo indagato per omicidio

Per il decesso di Noemi Impellizzeri, il cui cadavere è stato rinvenuto impiccato, è stato aperto un fascicolo a carico dell'amico. Prima di chiamare le forze dell'ordine avrebbe chiamato a tutti i parenti senza ottenere risposta. Sequestrato il telefonino
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August 27, 2026
Un uomo è indagato per l'omicidio di Noemi Impellizzeri, la donna di 33 anni trovata morta impiccata lo scorso 23 agosto nella sua casa a Riposto, in provincia di Catania, dove era anche divampato un incendio. L'indagato, sposato e con due figli, è l'amico - lui nega di essere il fidanzato - che sarebbe andato in casa della donna trovandola morta e invece di chiamare subito le forze dell'ordine - racconta - avrebbe telefonato a tutti i parenti senza ottenere risposta.
Poi a tarda notte sarebbe stato richiamato dalla madre della vittima e insieme sarebbero tornati nella casa dove già si trovavano i vigili del fuoco. Dichiarazioni poco credibili per la Procura catanese che lo ha indagato «come atto dovuto per compiere accertamenti irripetibili da eseguire» considerato che dall'autopsia «non è emersa un'indicazione univoca ma aperta a più soluzioni».
Gli inquirenti hanno sequestrato il telefonino dell'uomo, importante anche per ricostruire il racconto da lui fatto: la notte di venerdì, secondo quanto ha dichiarato, Noemi l'avrebbe contattato manifestandogli l'intenzione di suicidarsi e mostrandogli pure la corda con cui si sarebbe impiccata e dicendogli che su YouTube avrebbe visto come fare il nodo. Ma lui non le ha creduto.
Il giorno dopo l'indagato avrebbe mandato alla donna diversi messaggi senza ottenere risposta fino a quando - racconta agli inquirenti - è andato alle 2 di notte a casa della donna scoprendo che si era impiccata.
Oggi intanto nella basilica di san Pietro a Riposto si sono svolti i funerali di Noemi. La chiesa era gremita.
L'avvocato Ivan Siragusa ha affermato che il suo assistito è indagato «perché è identificato quale persona che ha avuto gli ultimi incontri con la deceduta. Sin dall'inizio è stato collaborativo con gli inquirenti, ha dato tutte le informazioni con notizie di particolari e ha consegnato telefoni e quant'altro al fine di poter far fare i dovuti riscontri. Lui stesso - ha aggiunto il legale - ha chiesto agli inquirenti che possano acquisire tutte le immagini della videosorveglianza della zona e i movimenti per fare gli opportuni riscontri».

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