Caso minicar: mio figlio deve pagare ma non è un mostro
di Redazione
Le dichiarazioni della madre di uno dei giovani arrestati per tentato omicidio
"Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa". Lo dice, in un'intervista al quotidiano La Repubblica, la madre di uno dei due ragazzi della minicar, il minorenne seduto sul lato del passeggero, responsabile dell'aggressione di alcuni passanti a Roma. "Quella minicar non è nostra, una minicar non possiamo permettercela, ma ricchi o poveri non ti salvi da quel che la vita ti sbatte in faccia. Mio figlio era su quell'auto, da martedì notte purtroppo lo so e ora dobbiamo farci i conti", aggiunge. "Siamo andate in caserma, siamo state noi a farli ammettere. Ho passato tutta la notte con lui, a parlargli, a capire", ha spiegato, riferendosi alla madre dell'altro ragazzo. "Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo: spaventare i passanti", ha proseguito, sottolineando che i due "non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano. In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos'era successo, si sono terrorizzati". Ora, ha concluso parlando del figlio, "piange in continuazione. Mi ha detto che ha sognato quel ragazzo, Iacopini, e sua madre".
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