Caldo, in arrivo temporali al Nord: «È un'altra criticità sanitaria»
di Redazione
Fabrizio Pregliasco, Università di Milano, mette in guardia da un altro dei pericolosi effetti del cambiamento climatico. Cosa fare e cosa non fare
L'Europa è il continente che si sta scaldando più di tutti e solo dal 21 giugno, l'Organizzazione mondiale della Sanità ha contato 1.300 morti legate all'innalzamento delle temperature. Le previsioni di piogge in arrivo, soprattutto al nord Italia, dunque, dovrebbero far tirare un sospiro di sollievo. Ma non è così.
"Questa fase conferma un aspetto che ormai osserviamo sempre più spesso: dopo ondate di calore molto intense aumenta il rischio di fenomeni meteorologici violenti, con temporali, grandinate e forti raffiche di vento, soprattutto al Nord. Non significa la fine immediata dell'emergenza caldo: anzi, il brusco passaggio tra masse d'aria molto calde e aria più fresca può creare situazioni di particolare criticità. È importante evitare di sottovalutare sia il caldo persistente sia il rischio legato ai temporali improvvisi, limitando gli spostamenti durante gli eventi più intensi e prestando attenzione alle persone più fragili. Questi estremi sono sempre più coerenti con gli effetti del cambiamento climatico, che rende gli eventi atmosferici più frequenti e intensi". Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, commentando l'arrivo dei temporali anche violenti - come annunciato dalle previsioni meteo - sulle regioni settentrionali. Il consiglio del professore è di evitare di ripararsi sotto alberi isolati, allontanarsi da creste montane, spiagge, campi aperti e specchi d'acqua. Il rifugio più sicuro resta un edificio chiuso oppure un'automobile con carrozzeria metallica.
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