Calato il sipario sulla convention repubblicana, Vance ruba la scena a Trump
di Redazione
Il vero protagonista della giornata conclusiva è stato il vicepresidente con un discorso considerato un primo banco di prova per le sue ambizioni alla Casa Bianca nel 2028

È calato il sipario, mentre una pioggia di palloncini scendeva nell'American Airlines Center, sulla prima convention repubblicana per le elezioni di metà mandato. "Renderemo l'America di nuovo grande", ha ripetuto Donald Trump. "Sapete cosa succede se non votate? Andate all'inferno. Lo sapete", sono state le parole con cui il presidente Usa ha chiuso i lavori a Dallas. L’armamentario retorico del tycoon è sempre lo stesso. “Se i Democratici tornassero al potere - ha detto - lascerebbero liberi criminali di rapinare, stuprare e uccidere, come accadeva appena due anni fa".
Ma secondo gli analisti, il vero protagonista della giornata conclusiva è stato il vicepresidente JD Vance, con un discorso – ha scritto la Reuters – “considerato un primo banco di prova per le sue ambizioni alla Casa Bianca nel 2028; ha lanciato un messaggio di orgoglio nazionalistico che ha trovato grande riscontro tra i sostenitori di Trump”. "Non consegnate il Paese a un gruppo di folli solo perché magari non siete d'accordo con noi su qualche singola questione politica", ha detto Vance, rafforzando un tema centrale della convention: i Repubblicani come partito del buon senso e i Democratici come partito della "follia". Nel suo discorso, durato 40 minuti, Vance ha seguito in gran parte il copione prestabilito - a differenza dello stile a braccio tipico di Trump - e a tratti ha ricordato un discorso per la nomination presidenziale.
Più tardi, parlando con i giornalisti mentre saliva sull'Air Force One per tornare a Washington, Trump ha detto che Vance è andato "molto bene" e che è una "persona di grande talento", aggiungendo: "È stato un ottimo vicepresidente e credo abbia fatto un lavoro eccellente".
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