Un caccia Eurofighter F-2000 italiano che si trovava all'interno della base aerea di Taif in Arabia Saudita in un'area decentrata è stato colpito e danneggiato durante un attacco. Non vi sono militari italiani coinvolti. «Questa notte ho seguito personalmente, con la massima attenzione e in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, l'evoluzione della situazione in Arabia Saudita e in particolare nella base di Taif che è stata oggetto di diversi attacchi e dove è presente personale italiano impegnato nell'operazione Inherent resolve». Crosetto ha chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al comandante del comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d'armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell'aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, di «fornirmi un'ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull'evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative. Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare. In queste ore avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l'obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità». M5S alza subito la voce: «Da luglio chiedevamo al governo un'informativa urgente sui rischi per i nostri quattrocento militari dell'Aeronautica schierati nella base saudita King Fahd di Taif, senza nessun coinvolgimento del Parlamento. Nei giorni scorsi avevano denunciato apertamente il rischio di imminenti rappresaglie Houthi contro quella base da cui partono i raid sauditi sullo Yemen. Un'eventualità preannunciata dagli stessi vertici militari Houthi. Il Governo è rimasto silente e inerte. Ora venga immediatamente in Parlamento a riferire e ci dica che provvedimenti intende prendere prima che, oltre a perdere aerei da oltre cento milioni l'uno, si perdano anche delle vite umane».
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