Antisemitismo, la vicinanza del cardinale Zuppi alla Comunità ebraica

Dopo i fatti di Sofia, il presidente della Cei ha telefonato a Livia Ottolenghi, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) e al rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma
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August 4, 2026
«L'odio non è mai innocuo e non si può mai accettare». Lo dichiara Vincenzo Corrado, direttore dell'Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, che riferisce la vicinanza espressa dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, alla comunità ebraica, in particolare a quella di Roma, dopo il grave episodio avvenuto a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha tentato di forzare l'ingresso di un albergo che ospitava alcuni giovani ebrei italiani, provocando momenti di forte tensione.
Il cardinale Zuppi ha telefonato a Livia Ottolenghi, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), e al rav Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. «Il presidente della Cei - riferisce Corrado - vuole manifestare la prossimità della Chiesa italiana ai ragazzi, ai loro familiari e alle loro comunità, ribadendo la ferma condanna di ogni atto di antisemitismo. Non si possono liquidare tali episodi come goliardate o azioni inconsapevoli». «Quanto accaduto ci sprona ancora una volta a contrastare la violenza, anche verbale», aggiunge Corrado: «È necessario, oggi più che mai, disarmare le parole e purificare il linguaggio».

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