Strage braccianti, il gip: «Crudeltà e glaciale risoluzione»

Queste le motivazioni per il carcere ai due pachistani che hanno bruciato vivi quattro lavoratori ad Amendolara
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June 4, 2026
«Hanno dato alle fiamme ben cinque persone, uccidendone quattro e tentando di ucciderne una quinta, per futili motivi, con crudeltà e con premeditazione, dimostrando di essere in grado di esprimere una efferata violenza in assenza di ragioni plausibili. Peraltro, in nessuna fase del procedimento, hanno mostrato in alcun modo segni di pentimento o di resipiscenza». Lo scrive il gip di Castrovillari, Orvieto Matonti, nel provvedimento con cui dispone la custodia in carcere per Ahmed Safeer e Ali Raza, i 31enni pakistani arrestati per l'omicidio dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara. Nell'ordinanza, il gip sostiene che hanno mantenuto «una ferma e glaciale risoluzione criminosa per tutto il tempo necessario per vederli consumare dal rogo».
Gli indagati «evidenziano una personalità incline a delinquere, una estrema pericolosità soggettiva e una spiccata incapacità di autocontrollo» scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare. E parla di una «una evidente coordinazione e strategia» nell'azione dei due che «hanno agito in maniera perfettamente coordinata e senza accordi verbali (che avrebbero inevitabilmente indotto una immediata reazione delle vittime e di cui non vi è traccia nelle dichiarazioni del teste superstite)».
Secondo il gip i braccianti bruciati vivi sono stati «puniti in un modo così brutale ed atroce solo per aver avanzato delle pretese retributive e di regolarizzazione contrattuale. Anche ove si ritenesse che il motivo fosse da riferirsi alla colluttazione esso sarebbe da considerarsi, come il primo, del tutto sproporzionato rispetto al reato commesso e si atteggerebbe quale mera occasione per dare sfogo a un tremendo impulso criminale di entrambi».

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