C'รจ da aiutare Francesco Apriamo il portafoglio

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June 18, 2021
Mettere una mano in tasca, prendere qualche spicciolo e metterlo nella mano tesa in richiesta d'aiuto puรฒ essere un gesto semplice, perfino automatico. Una sorta di riflesso condizionato. Qualche volta quella mano tesa non ci piace, e ritraiamo la nostra, perchรฉ magari pensiamo che sia un professionista dell'accattonaggio, uno che si approfitta o tenta di approfittarsi. Mia madre, quando usciva di casa, era sempre piena di monetine che dava a chiunque le tendesse una mano. E se qualcuno le diceva che avrebbe dovuto essere piรน accorta, rispondeva immancabilmente: ยซBisogna fare sempre la caritร , non sono io a dover essere piรน attenta, casomai รจ un problema della loro coscienzaยป. Teologia spicciola di una semplice catechista, se volete, ma decisamente vera e profonda. Perchรฉ come disse nel 1979 Giovanni Paolo II, ยซpossiamo non esser d'accordo con chi fa l'elemosina, per il modo in cui la fa. Possiamo anche non consentire con chi tende la mano chiedendo l'elemosina, in quanto non si sforza di guadagnarsi la vita da sรฉ. Possiamo non approvare la societร , il sistema sociale, in cui ci sia necessitร  di elemosina. Tuttavia il fatto stesso di prestare aiuto a chi ne ha bisogno, il fatto di condividere con gli altri i propri beni deve suscitare rispetto... Quando il Signore Gesรน parla di elemosina, quando chiede di praticarla, lo fa sempre nel senso di portare aiuto a chi ne ha bisogno, di condividere i propri beni con i bisognosi, cioรจ nel senso semplice ed essenziale, che non ci permette di dubitare del valore dell'atto denominato con il termine "elemosina", anzi ci sollecita ad approvarlo: come atto buono, come espressione di amore verso il prossimo e come atto salvificoยป.
Non รจ un caso se il magistero dei papi รจ stato sempre ricco di pagine sull'argomento. E forse รจ perfino inutile ricordare quante volte Francesco abbia parlato, e come parli quasi quotidianamente, dell'importanza della caritร  per e nella nostra vita, e l'esempio che egli stesso dร  ogni giorno, soccorrendo, sostenendo, provvedendo a chi รจ nel bisogno. Dovremo ricordarcelo quando, domenica 27 giugno, saremo chiamati alla colletta per la caritร  del Papa. Saremo cioรจ chiamati ad aiutare e sostenere le opere di caritร  del Pontefice, essere uno dei milioni di rivoli attraverso cui il Papa รจ messo in grado di aiutare.
Che sono veramente milioni. Anni fa, credo trentacinque, ebbi modo di parlare con il responsabile dell'ufficio dell'Obolo di San Pietro, che raccoglie le offerte che arrivano da tutte le parti del mondo, per capire e raccontare come funzionava il sistema. Mi spiegรฒ appunto che era quasi impossibile dire come come e quando si formava l'Obolo, in quanto arrivavano anche decine di migliaia di offerte di singoli, spesso assegni o addirittura contanti dentro buste indirizzate direttamente "Al Papa, Vaticano". Mi fece leggere alcune di quelle lettere, e una mi colpรฌ particolarmente. Era di un'ottantenne signora americana, che diceva che aveva sempre sognato di venire a Roma per vedere il Papa, e che per il suo compleanno i figli le avevano regalato i soldi per il viaggio. Quei soldi li aveva invece spediti al Papa: ยซSono troppo vecchia per affrontare il viaggio, e sono sicura che lei saprร  utilizzare molto meglio questi soldi per i poveriยป. Domenica prossima pensiamoci, e non teniamo la mano in tasca. Siamo noi che possiamo aiutare il Papa.

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