La giustizia del Padre รจ dare il meglio a ciascuno

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September 20, 2023
XXV Domenica del Tempo ordinario - Anno A ยซIl regno dei cieli รจ simile a un padrone di casa che uscรฌ allโ€™alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordรฒ con loro per un denaro al giorno e li mandรฒ nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: โ€œAndate anche voi nella vigna; quello che รจ giusto ve lo darรฒโ€ยป(...) Guardo la giornata con gli occhi degli ultimi, quelli seduti in piazza con gli strumenti del loro lavoro posati giรน, inutili, che sentono di avere fallito la loro missione, quella di procurare il pane: chi si sente incapace di badare ai suoi figli sta male, sta molto male. La chiamata che arriva inattesa, illogica, che basterร  forse a procurare un boccone soltanto, รจ accolta subito, senza accampare scuse e senza chiedere dettagli, si vaโ€™ e si fa. Il proprietario che esce allโ€™alba in cerca di braccianti, avanti e indietro dal campo alla piazza, per cinque volte fino a che cโ€™รจ luce. Il padrone รจ solo unโ€™immagine consolatoria della nostra vita spirituale o puรฒ dire qualcosa in termini di giustizia e solidarietร ? Cosรฌ gli ultimi operai che nessuno vede nessuno chiama. Siamo vigna di Dio: fatica e passione, il campo piรน amato. La terra intera รจ vigna amata, con i suoi grappoli gonfi di miele e di sole, ma anche con le sue vendemmie di sangue. Pressato da qualcosa che non รจ il lavoro in vigna: che senso ha reclutare lavoratori quando resta unโ€™ora di luce? Il tempo di arrivare alla vigna, di prende-re gli ordini dal fattore, e sarร  subito buio. Rivelatrici le parole del padrone: Perchรฉ ve ne state qui, tutto il giorno senza fare niente? Quegli uomini inerti producono un vuoto, provocano una mancanza di senso, il giorno attorno a loro si ammala. Questo accade perchรฉ la maturitร  dellโ€™uomo si realizza sempre in tre direzioni: saper amare, saper lavorare, saper gioire. Nessuno ha pensato agli ultimi, allora ci penserร  lui, non per il suo ma per il loro interesse, per i loro bambini, come virgulti dโ€™ulivo attorno alla mensa senza pane. Quel cercatore di braccia perdute si interessi piรน degli uomini, e della loro dignitร , che non della sua vigna; piรน delle persone che del profitto. Un grande. Accompagniamo questi ultimi braccianti fino a sera, al momento clou della paga. Primo gesto spiazzante: sono loro, gli ultimi arrivati, ad essere chiamati per primi, quelli che hanno lavorato di meno. Secondo gesto che stravolge la logica: loro che hanno lavorato unโ€™ora soltanto, per una frazione di giornata ricevono la paga di una giornata intera. E capiamo che non si tratta di una paga, ma di altro modo di abitare la terra e il cuore. Quando poi arriva il turno di quelli che hanno lavorato dodici ore, portato il peso del caldo e della fatica, si aspettano, giustamente, pregustano un supplemento di paga. Ed eccoci spiazzati ancora. La paga รจ la stessa: ยซNon รจ giustoยป protestano. รˆ vero: non รจ giusto. Ma il padrone buono non sa nulla della giustizia, lui รจ generoso. Neppure lโ€™amore รจ giusto, รจ di piรน. La giustizia non basta per essere uomini, tantomeno per essere Dio. Alla loro delusione risponde: No, amico, non ti faccio torto. Il padrone non toglie nulla ai primi, aggiunge agli ultimi. Non sottrae nulla, dona. Non รจ ingiusto, ma generoso. E crea una vertigine dentro il nostro modo mercantile di concepire la vita, sopra lโ€™economia di mercato stende lโ€™economia del dono: lโ€™uomo piรน povero, senza contratto, viene messo prima del contratto di lavoro. La giustizia umana รจ dare a ciascuno il suo, quella di Dio รจ dare a ciascuno il meglio. Nessun imprenditore farebbe cosรฌ. Ma Dio non lo รจ; non un imprenditore, non il contabile dei meriti, lui รจ il Donatore, che non sa far di conto, ma che sa saziarci di sorprese. Ti dispiace che io sia buono? No, Signore, non mi dispiace affatto, perchรฉ sono lโ€™ultimo bracciante, perchรฉ so che uscirai a cercarmi ancora, anche nellโ€™ultima luce. (Letture: Isaia 55,6-9; Salmo 144: Filippesi 1,20c-24.27a; Matteo 20,1-16) ยฉ riproduzione riservata

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