
L'Italia lavori all'istituzione di un fondo europeo per l'energia, incentivando la transizione alle rinnovabili, le tecnologie di accumulo e la promozione di piani di acquisto comuni. A chiederlo è il Pd, con una risoluzione presentata oggi in vista delle Comunicazioni di domani della premier Giorgia Meloni al Parlamento sul prossimo Consiglio europeo.
Nel testo si chiede al Governo di «avviare con urgenza un confronto costruttivo» per la creazione «di un Energy recovery fund, quale strumento volto a garantire una maggiore autonomia sul fronte energetico, attraverso l'attivazione di strategie e investimenti per accelerare la transizione energetica verso le rinnovabili, le tecnologie di accumulo e gli interventi sulla rete di trasmissione dell'energia elettrica, nonché la promozione di piani di acquisto comuni e condivisi». Tra le altre misure, la risoluzione chiede al Governo di promuovere la revisione del «meccanismo di formazione dei prezzi del gas naturale basato sul TTF nonché a sollecitare il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell'energia elettrica, al fine di offrire prezzi maggiormente competitivi e stabili nel medio-lungo periodo per famiglie e imprese».
«Sul fronte energetico - ha detto il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia - proponiamo una strategia europea per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, accelerare la transizione alle energie rinnovabili e proteggere famiglie e imprese dagli effetti delle crisi geopolitiche. Sul piano economico la nostra risoluzione chiede misure straordinarie a sostegno delle imprese colpite dai dazi statunitensi e una revisione del Patto di Stabilità orientata alla crescita, agli investimenti e alla coesione sociale». Boccia attacca poi l'esecutivo «il progressivo indebolimento della presenza italiana nei principali processi decisionali, evidenziato dall'assenza del Governo ai vertici dedicati ai Balcani Occidentali e alla sicurezza europea, e chiediamo un'Europa più integrata, capace di superare il diritto di veto, di dotarsi di una vera difesa comune, di rafforzare la propria autonomia energetica, industriale e tecnologica e di promuovere un grande piano di investimenti comuni sul modello del Next Generation EU».
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