Revolut, rubati i dati di 680 clienti usando una pec italiana

Una falsa richiesta arrivata da un indirizzo istituzionale italiano ha convinto la multinazionale a consegnare dati sensibili di centinaia di clienti. La società assicura che i fondi e i suoi sistemi non sono stati compromessi
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September 16, 2026
Una Pec istituzionale italiana compromessa è stata utilizzata da un gruppo di hacker per ottenere da Revolut informazioni riservate sui suoi clienti. Secondo le informazioni diffuse finora, i criminali hanno inviato alla società richieste che sembravano provenire da un'autorità pubblica italiana e, ritenendole autentiche, Revolut ha fornito i dati richiesti. Sono circa 680 i clienti coinvolti, già informati dalla società.
Tra le informazioni finite nelle mani degli hacker ci sarebbero documenti d'identità, indirizzi, dati bancari, Iban e informazioni sulle transazioni, comprese quelle relative alle criptovalute. Il caso non riguarda invece un accesso diretto ai sistemi informatici di Revolut: secondo la società, si è trattato di una sofisticata truffa di impersonificazione, resa possibile dall'utilizzo di un indirizzo appartenente a un dominio governativo legittimo. Revolut sostiene inoltre che i fondi dei clienti non sono stati toccati.
Sulla vicenda sta indagando la Polizia postale, che procede per accesso abusivo a sistema informatico e frode informatica. La provenienza della richiesta sarebbe riconducibile, secondo le prime ricostruzioni, alla Pec compromessa di un'istituzione italiana, mentre sono ancora in corso gli accertamenti su come gli hacker siano riusciti a prenderne il controllo. Il caso ha attirato l'attenzione anche perché i dati sottratti riguarderebbero in particolare clienti con consistenti disponibilità in criptovalute.

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