Renzi: manifestare è un diritto, interrogazione su liceale trattenuta senza motivo
di Redazione romana
Il leader di Iv interviene dopo aver appreso la storia di Carolina, all'ultimo anno del liceo a Roma: «Trattenuta per la sua felpa, trattenuta senza ragione, trattenuta in modo incostituzionale. E questo lo Stato non se lo può permettere»
«Dopo i disordini di Milano siamo stati i primi a dire che occorreva rispettare la legalità. E che non era possibile giocare la carta del buonismo sociologico davanti a chi distruggeva vetrine e librerie. A chi colpiva poliziotti e spaccava camionette. Lo penso, lo pensiamo ancora oggi. Abbiamo però anche invitato a vedere l'altra faccia della medaglia. Quella dei vertici dello Stato - a cominciare dal Viminale - che non avevano fatto bene il proprio lavoro. Perché basta poco per controllare qualche gruppetto di maranza. E Piantedosi ha fallito su questo. La settimana dopo lo Stato ha utilizzato gli strumenti di cui dispone, nel rispetto della legge. E le cose sono andate meglio. Poi leggo la storia di Carolina. E mi arrabbio, e mi preoccupo. Carolina fa l'ultimo anno del liceo a Roma: trattenuta per la sua felpa, trattenuta senza ragione, trattenuta in modo incostituzionale. E questo lo Stato non se lo può permettere, ok?». Così nella sua enews Matteo Renzi, leader di Iv, citando un articolo di Repubblica e un commento del Corriere sulla vicenda. «Cerchiamo di capirci. Io non sono un fan della protesta nelle scuole. Mi colpisce che da mezzo secolo cada sempre a metà ottobre, qualunque sia il ciclo economico del Paese. Io non dico che i ragazzi facciano bene a protestare a prescindere, come invece dice qualche intellettuale del nostro tempo: ero contro le okkupazioni anche quando ero studente, si vede che sono nato riformista. Ma se un ragazzo va a una manifestazione non c'è nessun motivo al mondo per fermarlo senza alcuna ragione, se vuoi andare alla manifestazione nessuno ha il diritto di fermarti in commissariato con un evidente abuso di potere. Con Marianna Madia, che conosce Carolina da sempre, faremo un'interrogazione parlamentare perché sia fatta chiarezza su una vicenda che da senatore, da padre, da cittadino mi indigna», conclude.
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