Il nuovo richiamo di Mattarella sui giovani e le mosse del governo su Milano: ecco il punto
Il presidente della Repubblica ha chiesto «scelte adeguate» per affrontare «una grande questione sociale», invitando a guardare ai ragazzi senza «indifferenza». Piantedosi nella metropoli si mostra cauto sulle regie esterne. I 500 soldati inviati dall'esecutivo avranno come punto di riferimento il prefetto e il questore

Matteo Piantedosi vola a Milano per dare consistenza operativa all’ennesimo decreto sicurezza del Governo, ma è il capo dello Stato Sergio Mattarella a tracciarne implicitamente i limiti, invocando una «visione ampia» e mettendo in guardia su tutto ciò che quel provvedimento non può cogliere: il «malessere dei giovani», soprattutto, e il loro «senso di insicurezza per il futuro».
Il discorso del presidente della Repubblica durante la cerimonia di consegna delle onorificenze ai Cavalieri del Lavoro riprende da dove si era chiuso il suo intervento di lunedì all'assemblea delle Province italiane, quando aveva chiesto di procedere a «un’analisi approfondita» di quanto avvenuto a Milano. Dunque, «accanto alle necessarie scelte congiunturali», avverte Mattarella, ora occorre sviluppare «strategie adeguate» nel farsi carico dello spaesamento dei giovani e del loro «timore di asservimento o di emarginazione». Il punto è che la società «non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione». Perché si tratta di «una grande questione sociale», di «una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze» del Paese. In modo tale che «le preoccupazioni del presente» si specchino «nell'impegno a progettare il futuro».
Naturalmente al capo dello Stato non sfuggono le cause di questo sentimento, tra le quali c’è il «grave peso» che un «bilancio negativo delle migrazioni giovanili» ha sul Paese. Così come un quadro internazionale preoccupante, fatto di «insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche». Parole non molto diverse da quelle dell’ex presidente della Bce ed ex premier, Mario Draghi, convinto che parte delle cause delle rivolte risieda «nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti», dice in un'intervista a Bloomberg.
Intanto Milano attende l’arrivo di cinquecento parà del 186esimo reggimento della Folgore, un intero battaglione di élite dell’Esercito italiano, che nella sua storia ha missioni come quella a Mogadiscio, e che è addestrato, tra le altre cose, nel combattimento urbano, viene schierato contro la violenza minorile. «Sono 500 preparati, addestrati esperti, armati, strutturati», ha confermato il vicepremier Matteo Salvini, ieri in Prefettura a Milano insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il loro utilizzo rientrerà nella cornice giuridica del progetto «Strade Sicure». Quindi con funzioni di pubblica sicurezza, ma non di polizia giudiziaria. Concretamente, possono intervenire per bloccare chi sta spaccando una vetrina, trattenere chi sta aggredendo qualcuno, perquisire o chiedere i documenti per l’identificazione. Ma poi si devono chiamare la Polizia o i Carabinieri per l’eventuale accompagnamento in Questura, così come il fermo resta compito del pm e degli agenti di pg. Militari che inoltre risponderanno al prefetto di Milano Claudio Sgaraglia e al questore Bruno Megale, e che potranno essere impiegati nella guida di droni, fatti volare per controllare il centro di Milano. Oggi «ci sarà la prima realizzazione di questa pianificazione che prevederà la copertura di tutto il territorio cittadino, con la possibilità quindi sia con presenze collocate nei vari quadranti della città, soprattutto nel centro storico, ma anche con la capacità pianificata di poter avere delle squadre mobili di pronto intervento laddove i fenomeni si dovessero manifestare fuori dalle zone individuate preventivamente», ha spiegato Piantedosi, che ha escluso le zone rosse (piazza Duomo resta aperta).
Queste in sintesi le misure di ordine pubblico in vista dell’annunciata mobilitazione del Movimento 17 ottobre, che ha rivendicato le devastazioni di domenica, oltre ad aver disseminato sui social una serie di fake news su università assaltate, incendi e violenze. Nome su cui gli investigatori della Polizia postale stanno indagando per capire chi ci sia dietro, come ha confermato ieri anche Salvini. L’altro movimento su cui si concentrano le attenzioni degli investigatori è “Italia in piazza”, che aveva organizzato la prima manifestazione, sabato 17 ottobre, che degenerò subito in guerriglia urbana, anche più pericolosa. Domenica invece sin dall’inizio l’obiettivo è stato il saccheggio, come risulterebbe anche dai messaggi nelle chat con cui si sono dati appuntamento.
Italia in Piazza che - a differenza del Movimento 17 ottobre, completamente protetto dall’anonimato - ha degli organizzatori con nome e cognome, probabilmente sabato darà forfait. Per Piantedosi si tratta in ogni caso di «un fenomeno assolutamente nuovo, inedito insidiosissimo, molto fluido che non ha un riferimento percepibile a quelle che sono organizzazioni tradizionali alle quali le forze di polizia si contrappongono di tipo antagonistico o quant'altro. Un fenomeno nuovo che va affrontato in modo nuovo».
Per quanto riguarda infine il sospetto, che si tratti di movimenti eterodiretti, sollevato da più parti, a cominciare dal ministro della difesa Guido Crosetto, «è prematuro dirlo, non ci sono evidenze materiali chiare e certe che questo sia avvenuto». Tuttavia, nota sempre Piantedosi, «c’è un’evidente differenza tra lo spontaneismo dei ragazzi nelle risposte date ai magistrati e un’organizzazione nella sollecitazione e partecipazione a questi eventi che è stata fatta in maniera abbastanza solida e importante». In ogni caso sabato, oltre allo spauracchio della discesa dei neo-barbari sensibili ai richiami su Telegram, TikTok&C ci sono anche due classici del sabato milanese in corteo - ProPal e antagonisti - che metteranno ulteriormente alla prova il dispositivo di sicurezza. Ieri in Prefettura il sindaco di Milano Beppe Sala ha fatto appello «per evitare psicosi» come quella «di chiudere preventivamente i negozi».
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