mercoledì 15 maggio 2024
Al termine delle undici settimane di addestramento, sono entrati ufficialmente nelle truppe di montagna
I nuovi volontari alpini “conquistano” il Cappello sul Gran Paradiso

Il Cappello Alpino hanno proprio dovuto guadagnarselo, i 121 volontari in ferma iniziale che, nei giorni scorsi, hanno ricevuto il tradizionale copricapo delle truppe di montagna nel corso di una semplice ma significativa cerimonia sul ghiacciaio del Gran Paradiso, in Valsavaranche (Valle d’Aosta). Momento che ha segnato ufficialmente il passaggio delle reclute tra le fila delle Truppe Alpine. Oltre ai più moderni e innovativi metodi di addestramento, la costruzione di un forte senso di identità e di spirito di corpo è fondamentale per una completa formazione dei soldati. E il Cappello, per le truppe alpine, è il simbolo per eccellenza dell’appartenenza a questo glorioso Corpo militare. «Tutti i militari sono giunti alla quota stabilita (i 3mila metri del Colle di Moncorvè ndr.) e hanno affrontato con resilienza condizioni meteo-nivologiche sfidanti – si legge in una nota del Comando Truppe Alpine - dando prova di aver acquisito i più alti e autentici valori della tradizione alpina».

Gli stessi giovani Alpini sono stati protagonisti, lo scorso fine settimana, all’Adunata Nazionale di Vicenza, dove hanno sfilato in apertura e hanno poi ricevuto il battesimo del Corso, con la benedizione del cappellano militare in presenza della madrina, il sottosegretario alla Difesa, Isabella Rauti. Il corso si chiama “Adamello II”: un nome importante che richiama il valore e il sacrificio delle penne nere nella Grande Guerra.

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