Missili di difesa esauriti, restrizioni sui satelliti: gli Usa stanno abbandonando Kiev?
di Nello Scavo
Le autorità ucraine: limitazioni scattate senza preavviso. Musk: decidono l'esercito e Trump. Incertezza anche sui servizi di intelligence, che avrebbero interrotto gli avvisi su possibili attacchi russi. Zelensky: è doloroso quanto sta facendo l'America

«La connessione si interrompe proprio mentre i droni sono in volo», lamenta il soldato che con un solo display manovrava fino a quattro velivoli intercettori. Per Kiev significa perdere la possibilità di colpire le forze russe e abbattere gli ordigni diretti sulle città. Le restrizioni ai servizi satellitari di SpaceX aprono un nuovo fronte nella crisi con Washington, mentre i bombardamenti di Mosca lasciano senza elettricità circa 600mila persone. E Zelensky annuncia di voler tornare a colpire le raffinerie russe, dopo che Trump ha annunciato un accordo per consentire l’esportazione del diesel russo.
Accusato di aver chiuso la connessione satellitare, Elon Musk risponde che a decidere sono le forze armate americane e Donald Trump. Secondo le autorità ucraine, le limitazioni sono scattate senza preavviso. Riguardano “Starshield”, il servizio di “SpaceX” destinato alle attività militari e di intelligence: i terminali smettono di funzionare oltre una determinata velocità. Kiev li installa sui droni, integrandoli nei sistemi di guida, anche per intercettare i velivoli russi. «Le nostre forze di difesa non hanno ricevuto alcun avvertimento e questo ha causato l’interruzione di diverse missioni», denuncia il consigliere presidenziale Serhiy Beskrestnov. La soglia indicata è di 160 chilometri orari, ma una fonte del ministero della Difesa riferisce di blackout già a 80. Interviene anche la Polonia, che paga gli abbonamenti “Starlink” per Kiev. «Stai di nuovo facendo politica con i tuoi prodotti?», domanda a Musk il ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski. Alla dipendenza tecnologica si aggiunge l’incertezza sull’intelligence. Secondo fonti citate da vari media, Washington ha minacciato di interrompere gli avvisi sugli attacchi missilistici russi per ottenere lo stop alle incursioni contro le raffinerie. Funzionari ucraini confermano di non aver ricevuto segnalazioni dai partner occidentali per due giorni consecutivi prima degli attacchi sulla capitale. Trump afferma invece che la condivisione prosegue.
Sul terreno si contano altre vittime. In un edificio residenziale colpito l’altra notte, le autorità riferiscono di 2 morti e 21 feriti. A Lutsk altre 6 persone sono state uccise in attacchi contro un magazzino e un palazzo residenziale. Mosca conferma di aver colpito quattro centrali nella capitale e due a Kharkiv. Zelensky denuncia trenta impianti danneggiati negli ultimi giorni. È la risposta del Cremlino all’annuncio con cui Trump aveva sostenuto che entrambe le parti avessero accettato una tregua sugli obiettivi energetici. Ma Kiev né Mosca hanno ma confermato l’intesa.
«È doloroso quando Trump sceglie una parte, e non la nostra», ha commenta Zelensky in una intervista alla Bbc. Quanto alla sua leadership messa in discussione dalla Casa Bianca: «È una decisione del nostro popolo. Né Trump, né Musk, né chiunque altro al mondo può scegliere il presidente in altri Paesi». La pressione americana segue la revoca delle sanzioni sul gasolio russo, decisa per contenere i prezzi dei carburanti, saliti dall’inizio della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Intanto, secondo il Financial Times, gli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner hanno proposto agli europei di sbloccare parte degli asset russi congelati per trasferirli a entità controllate da Washington. La proposta sarebbe stata discussa a Miami nel quadro dei negoziati di pace. Da Bruxelles la rappresentante per gli Affari esteri Kaja Kallas replica: «Si deve fare pressione sull’aggressore perché fermi la guerra, non sulla vittima perché si arrenda». Asset e sanzioni, ricorda l’Alta rappresentante Ue, dipendono dalle decisioni europee: «Non sono cose che verranno concesse loro gratuitamente».
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