Lucia, morta sotto il trattore a 22 anni

La tragedia in un terreno in provincia di Cuneo. Quest'anno già 103 vittime
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August 14, 2026
Tre vittime in ventiquattr’ore: il trattore si conferma tra le prime cause di incidenti mortali sul lavoro in agricoltura. Una strage silenziosa ma inarrestabile che, dall’inizio dell’anno, conta già 103 lavoratori deceduti, secondo l’Osservatorio morti sul lavoro di Bologna. Stando alle stime ufficiali dell’Inail, ogni anno, in Italia, si verificano oltre 140 incidenti mortali sul lavoro con il trattore, che provoca più del 40% delle vittime complessive in agricoltura. L’ultima, ieri mattina, si chiamava Lucia Casavecchia e aveva soltanto 22 anni. Da poco laureata al Politecnico, la giovane si trovava sul trattore guidato da un parente nell’azienda agricola di famiglia, la Cantina Casavecchia a Diano d’Alba, in provincia di Cuneo. Improvvisamente, il conducente ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato schiacciando la giovanissima lavoratrice. Per lei non c’è stato, purtroppo, nulla da fare.
Nella giornata di giovedì, altri due agricoltori hanno perso la vita schiacciati dal trattore. Amleto Casciano, 74 anni, è morto nella tarda mattinata in località Santo Padre, a Popoli Terme, in provincia di Pescara. L’uomo stava lavorando a bordo di un trattore in un podere di sua proprietà quando, probabilmente a causa del terreno in pendenza, ha perso il controllo del mezzo finendo sbalzato a terra. Sul posto sono arrivati i sanitari, che hanno provato a rianimarlo, ma per il 74enne non c’è stato niente da fare. Nel pomeriggio, a Orsara di Puglia, ha perso la vita Pasquale Maffia, 52 anni. L’uomo stava lavorando a bordo di un trattore in un terreno di proprietà della famiglia, quando ha perso il controllo del mezzo finendo schiacciato. Soltanto questa settimana, i lavoratori uccisi dal trattore sono stati cinque e tre la settimana precedente.
Alla luce di questa strage infinita, Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio, chiede che sia resa operativa la revisione obbligatoria delle macchine agricole. «Un trattore è una macchina da lavoro e deve garantire condizioni di sicurezza a chi lo utilizza – dice il presidente, Andrea Borio –. Nessuno vorrebbe guidare un’automobile senza che qualcuno ne abbia periodicamente verificato freni, sterzo, pneumatici e dispositivi di protezione. Lo stesso principio deve valere per i mezzi agricoli.
La revisione delle macchine agricole è prevista da una norma dello Stato dal 2015, ma a distanza di oltre dieci anni il sistema non è ancora concretamente operativo per la generalità dei mezzi. Federacma chiede quindi che venga completato senza ulteriori rinvii il quadro attuativo, definendo procedure certe, controlli omogenei, ispettori qualificati e una rete capillare di centri autorizzati. Alla revisione devono affiancarsi gli incentivi per l’adeguamento e il rinnovo dei mezzi più datati, la formazione degli operatori e una sempre maggiore cultura della sicurezza.

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