La Camera ha bocciato l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze, su cui il relatore si era rimesso all'aula. I voti a favore sono stati 139, i contrari 233. Oltre agli otto di Futuro nazionale, hanno votato a favore Fratelli d'Italia e Noi moderati. Contrari Forza Italia e Lega e le opposizioni. Proprio queste ultime non hanno dubbi: la maggioranza di centrodestra si è spaccata nuovamente sulle preferenze, questa volta il casus belli è l'emendamento dei vannacciani, che è stato bocciato a scrutinio segreto con 233 voti contrari, ma ha incassato 139 voti a favore. Il campo largo, per voce del dem Federico Fornaro, ha annunciato il voto contrario. Pd, M5s e Avs insieme contano 126 voti (magari scremati di alcune unità per le assenze). Dunque, a chi appartengono i 131 sì, tolti gli otto voti dei vannacciani? È la domanda che rimbalza nei capannelli alla Camera. Per il centrosinistra si è creata una nuova maggioranza di "destra-destra", dice la capogruppo Pd Chiara Braga, tra FdI e FnV. E la Lega e Forza Italia che dicono? È la domanda conseguente. Sull'emendamento in questione i relatori e il governo si erano rimessi all'aula, modificando il parere dato ieri che invece era contrario. Già durante la mattinata, prima che si svolgesse il voto segreto sull'emendamento dei vannacciani, da FdI lasciavano trapelare l'intenzione di votare a favore. Circostanza che verrebbe confermata stando alle dichiarazioni fatte in aula dai capigruppo di opposizione: «Abbiamo assistito al tentativo da parte di FdI di utilizzare il gruppo di Vannacci come stampella di una maggioranza in crisi. La spaccatura è stata plateale in questa aula. Prima del voto sull'emendamento dei vannacciani c'era il gruppo FdI che diceva votiamo positivo e Forza Italia che diceva no». E anche il vannacciano Edoardo Ziello riferisce: «Quando è stato messo al voto il nostro emendamento sulle preferenze abbiamo sentito chiaramente le indicazioni della Lega di votare contro sulle preferenze». «È stato un errore madornale da parte di FdI votare l'emendamento. È assurdo inseguire Vannacci", dice un big leghista. E anche in Forza Italia non c'è condivisione sulla "mossa" decisa dal partito di via della Scrofa.
A confermare il voto favorevole di FdI sull'emendamento alla legge elettorale che mirava a introdurre le preferenze, a firma dei vannacciani, è il deputato Gianluca Vinci che, intervenendo in aula, nel rivendicare la "coerenza" sul tema del gruppo, ha detto: «Abbiamo sentito accusarci di non essere coerenti quando le opposizioni per l'intera legislatura sono state divise, non hanno mai votato insieme e adesso ci venite ad accusare del nulla su un emendamento non della maggioranza, ma di opposizione e ci siamo espressi con coerenza sulle preferenze, nel nostro caso in più legislature abbiamo dimostrato che quando un provvedimento è premiale per gli italiani FdI lo vota al di là di chi lo ha presentato e lo avremmo fatto anche con i vostri emendamenti sulle preferenze, ma voi li avete ritirati». Dunque, ha concluso Vinci, «voi fate giochi di palazzo e circo, ma fuori da qui gli italiani hanno gli elementi per valutare: da una parte la coerenza, dall'altra lo spettacolo». Nessun intervento, invece, è stato fatto in aula da deputati di Lega e FI sull'emendamento in questione.
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