La Fed di Warsh lascia invariati i tassi ma potrebbe alzarli entro l'anno
di Redazione
Il debutto del neo presidente voluto da Trump all'insegna della cautela ma preoccupa l'aumento dell'inflazione che nel 2026 è stimata al 3,6%
Nella prima riunione presieduta da Kevin Warsh, il nuovo presidente nominato a maggio da Donald Trump, il board della Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi al 3,50%-3,75%, come ampiamente previsto dai mercati. Il nuovo corso sembra più orientato alla lotta all’inflazione. Da quanto emerso dalla riunione, infatti, non ci sono all'orizzonte nuovi tagli dei tassi d’interesse, che potrebbero rimanere fermi per molto tempo. Alcuni membri della Fed vedono persino il rischio di futuri rialzi. I prezzi al consumo negli Stati Uniti continuano a correre con la crisi energetica causata dalla guerra in Iran. La Fed stima per quest'anno un'inflazione al 3,6%, ben sopra il target del 2%. La galoppata dei prezzi potrebbe spingere la banca centrale ad alzare i tassi di interesse, con il rischio però di indebolire un'economia già in rallentamento e un mercato del lavoro che perde colpi.
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