Jawad, dalla gioia per il Papa alla morte sotto le bombe

Il giovanissimo scout libanese è stato ucciso dai bombardamenti dell'aviazione israeliana
April 11, 2026
Jawad, dalla gioia per il Papa alla morte sotto le bombe
Il corpo di Jawad Ali Ahmad, il bimbo impazzito di gioia al passaggio del Papa nella periferia sud, è stato estratto poco fa da sotto le macerie di casa sua nel quartiere di Hayy el- Sullom
La sua foto mentre sventolava il ritratto di papa Leone aveva fatto il giro del mondo. I salti di gioia che faceva quel ragazzino sciita per l'arrivo, lo scorso 30 novembre, del Pontefice in Libano avevano attirato l'attenzione di più di un fotorepoter. Non poteva infatti passare inosservata la fotina dell'ayatollah Khomeini appuntata alla sua casacca azzurra, tipica degli “Scout al-Mahdi”, dal nome del dodicesimo imam sciita. Come lui, centinaia di coetanei che si erano disposti lungo il viale che conduce dall'aeroporto di Beirut verso il centro. Jawad Ahmad – questo il nome del ragazzo – non c'è più. Il suo corpo esanime è stato estratto poche ore fa da sotto le macerie di casa sua nel quartiere di Hayy el-Sullom, alla periferia sud di Beirut. Lo hanno cercato per tre giorni interi, da quel “Mercoledì Nero” in cui i caccia israeliani hanno attaccato in soli dieci minuti più di cento obiettivi, provocando oltre 300 morti. Insieme con Jawad è rimasto ucciso suo padre Alì.

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