Caro direttore,
mi hanno molto colpito le polemiche suscitate dallo scoop sulla genesi del governo Monti, anche perché non hanno toccato l’argomento che più dovrebbe interessare agli italiani: e cioè il perché due personaggi di vaglia come Monti stesso e Corrado Passera, che ora sappiamo quale valido programma di risanamento si proponessero di attuare, non solo non hanno risanato a fondo, ma hanno lasciato che la situazione peggiorasse. Escludendo l’incompetenza (visto il curriculum dei due personaggi), si direbbe che hanno incontrato forze avverse (esterne o interne al Paese?) insuperabili. Analizzarle ed evidenziarle e verificare se siano tutt’ora all’opera, sarebbe molto più utile che polemizzare senza costrutto sul comportamento del capo dello Stato.
Franco Ferrario, Gallarate (Va
)
Interessante interrogativo il suo, caro signor Ferrario, anche se non condivido del tutto la valutazione sul non risanamento della condizione italiana da parte del governo tecnico. Monti e i suoi ministri, in quella fase davvero rischiosa e dura della nostra vicenda nazionale, hanno impedito il peggio, imponendo agli italiani – anche con errori, si pensi agli "esodati" – sacrifici pesanti ed evitando il totale commissariamento del nostro Paese. Quando c’era da impostare la ripartenza del Sistema Italia e rendere strutturale e sostenibile la riduzione della spesa pubblica, vennero seccamente "licenziati". E come si è potuto vedere in questi giorni, al governo di Enrico Letta non è stato riservato un trattamento molto diverso. La storia, insomma, continua. Condivido, invece, la sua preoccupazione per le "forze" che lavorano per tenere l’Italia "in scacco". Ma finirci o no, in scacco, dipende soprattutto dai nostri politici. La vera prova di responsabilità per loro, a qualsiasi partito o movimento appartengano, è proprio questa.
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