Accanto ai più giovani con fiducia che cambia

È un messaggio, quello di papa Francesco per la 33ª Gmg, che tutti possono comprendere: giovani e adulti, religiosi e laici, credenti e non credenti, scolarizzati e no
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February 22, 2018
Accanto ai più giovani con fiducia che cambia
ƈ un messaggio, quello di papa Francesco per la 33ĀŖ Gmg, che tutti possono comprendere: giovani e adulti, religiosi e laici, credenti e non credenti, scolarizzati e no. PerchĆ© ĆØ un invito personale, rivolto a ciascuno nella sua unicitĆ , e insieme ĆØ universale, perchĆ© tocca con parole semplici e profonde le corde che vibrano in ciascuno di noi: i timori, le speranze, il bisogno di riconoscimento e di amore, la fame di capire chi siamo, cosa ci stiamo a fare nel mondo, qual ĆØ il significato che la nostra vita può esprimere, e non solo per noi. Ma prima di cogliere alcuni spunti va sottolineato un metodo (odós, via): perchĆ©, ci ĆØ stato insegnato, via e veritĆ  non sono separabili. Almeno due aspetti meritano a mio avviso un’attenzione speciale. Il primo ĆØ 'con': il Papa non parla 'dei' giovani, delle loro incertezze e speranze, non fa un’analisi sociologica, anche se mostra una profonda comprensione dell’universo giovanile; non parla nemmeno semplicemente 'ai' giovani, come un emittente che ha da trasmettere un messaggio.
Piuttosto, si pone 'con' loro: i giovani sono Ā«un dono prezioso da accogliereĀ», sono interlocutori (Ā«Voi siete il 'tu' di DioĀ»), compagni di cammino. Un cammino che non può che essere comunitario: una Ā«carovana solidaleĀ», una condivisione attiva e sollecita. Una corrente di empatia passa dai gesti e dagli sguardi, persino dai selfie, oltre che dalle parole. La postura conta: orienta in profonditĆ  lo stile, il significato e l’esito della comunicazione. Il secondo ĆØ 'oltre': la Giornata mondiale della gioventù 2018 rappresenta Ā«un passo avanti nel cammino di preparazione di quella internazionaleĀ», una Ā«nuova tappa del nostro pellegrinaggioĀ». Il tempo non si riduce a un momento (c’è la Domenica delle Palme il 25 marzo, il Sinodo dei Giovani in ottobre, l’incontro a Panama nel 2019...) e l’esperienza non si riduce a un luogo: ĆØ il movimento, il cammino, l’itinerario il luogo dell’esperienza della fede. In nessun luogo troviamo la veritĆ , perchĆ© la veritĆ  ĆØ nel cammino.
Nessuna tappa segna l’arrivo: piuttosto, sempre una ripartenza. Avviare processi, non occupare spazi. C’è l’eco de 'La debolezza di credere' di Michel de Certeau in questo metodo. ƈ lo scarto tra ciò che riusciamo a realizzare e il desiderio di pienezza che arde in noi a modulare il cammino. Ed ĆØ in questa debolezza – e dunque continua e avventurosa ricerca – la forza di attrazione che il cristianesimo può esercitare oggi, per i giovani ma non solo. Del contenuto del messaggio tre aspetti mi hanno colpita, che indicano tre polaritĆ , tre tensioni che muovono la vita dei giovani: paura-coraggio; incertezza-fiducia; sfida mandato. Quanto al primo, il coraggio non ĆØ l’assenza di paura, ma la capacitĆ  di non rimanere paralizzati da ciò che ci spaventa (il rischio del fallimento, il giudizio degli altri...). Per questo ĆØ importante dare un nome alle paure, riconoscerle, affrontarle a viso aperto, senza vergognarsene. In fondo, le paure sono spesso speranze in controluce. Ma perchĆ© non ci blocchino non basta la nostra volontĆ . Abbiamo bisogno di guardare qualcosa di grande, che ci aiuti a ridimensionarle, e di farci aiutare, lasciarci prendere per mano da chi può aiutarci a saltare al di lĆ . Farci afferrare dalla grazia.
Anche i dubbi non sono da demonizzare, anzi! Il verbo della vita ĆØ chiedere, avere una domanda, lanciare un punto interrogativo verso l’alto, come ha scritto Erri De Luca. Paure e dubbi non sono ostacoli ma condizioni di un autentico e consapevole cammino di fede. Il coraggio allora non ĆØ nĆ© incoscienza nĆ© arroganza: ĆØ la capacitĆ  di collegare mente e cuore (nell’etimologia) e di sapere che non ci si può fermare alla paura di perdere qualcosa ma bisogna accettare il paradosso di cui parla Chesterton: Ā«Il coraggio ĆØ quasi una contraddizione in termini. Esso significa un forte desiderio di vivere che prende la forma di una disponibilitĆ  a morireĀ». Ā«Il Papa si fida di voiĀ»: in un’epoca di incertezza la vera rivoluzione ĆØ quella della fiducia. I giovani non sono una massa informe e allo sbando da disciplinare, bensƬ portatori di speranze ed energia. Soprattutto, non si può chiedere a qualcuno di avere fede se non gli si dĆ  fiducia, perchĆ© il movimento ĆØ lo stesso: fede, fiducia, fedeltĆ  vengono da fides, corda. La fede non ĆØ un insieme di contenuti. ƈ un legame (di amore, di filiazione). Solo 'in cordata' possiamo camminare con coraggio, perchĆ© se qualcuno cade gli altri lo tengono. Per questo papa Francesco può provocare: Ā«Accettate la sfida?Ā». ƈ un modo di richiamare alla corresponsabilitĆ , di 'autorizzare' a sentirsi parte attiva e indispensabile del cammino: Ā«Il Signore, la Chiesa, il mondo, aspettano anche la vostra rispostaĀ». Coautori della pagina più bella, che deve ancora essere scritta.

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