Flydubai, sui social del pilota sospettato immagini di leader di al-Qaeda
di Redazione
Secondo fonti della Cnn, Hamam al-Hammami era stato allontanato dall’addestramento al volo di Oman Air per le sue idee radicali
Emergono nuovi particolari su Hamam al-Hammami, il pilota omanita sospettato di aver aggredito mercoledì un collega nella cabina di pilotaggio di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv. Secondo due fonti informate citate dalla Cnn, al-Hammami era stato rimosso lo scorso anno dall’addestramento al volo presso Oman Air per le preoccupazioni suscitate dalle sue posizioni estremiste e trasferito ad altro incarico.
Al-Hammami, cittadino omanita nato negli Emirati Arabi Uniti da padre omanita e madre siriana, aveva lavorato per sette anni in Oman Air. Successivamente era passato a Royal Air Maroc e, secondo un funzionario israeliano citato dalla Cnn, lavorava per Flydubai da otto mesi.
Ulteriori elementi sono emersi dai suoi profili social, poi cancellati. Circa nove ore dopo l’incidente, su LinkedIn e Instagram sono stati pubblicati due video, anche se la Cnn precisa che non è possibile stabilire chi li abbia caricati né se la pubblicazione fosse stata programmata in precedenza. Nel primo compaiono diversi aerei delle compagnie israeliane El Al e Arkia ripresi dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max. Il filmato termina con le immagini di Ayman al-Zawahiri, successore di Osama bin Laden alla guida di al-Qaeda, e di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, affiliato ad al-Qaeda e autore dell’attentato suicida che nel 2009 uccise nove persone, tra cui sette funzionari e collaboratori della Cia.
Un secondo post mostrava un’immagine generata dall’intelligenza artificiale della Mecca, Medina e Gerusalemme, accompagnata da una poesia sul rifiuto dell’umiliazione, sull’assenza di paura della morte e sulla difesa della propria dignità.
Secondo le autorità degli Emirati Arabi Uniti, al-Hammami avrebbe aggredito il collega con un’ascia di emergenza nella cabina di pilotaggio tentando di assumere il controllo dell’aereo e di compiere un «atto terroristico». Il velivolo era stato quindi dirottato verso l’Arabia Saudita. Sul caso sono in corso indagini alle quali partecipano anche le autorità israeliane.
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