Crans-Montana, a Jessica Moretti contestato anche il reato di falso documentale
di Redazione
Alla proprietaria del "Constellation" è stato chiesto conto di una fattura del 2015 relativa all'acquisto della schiuma fonoassorbente con cui era rivestito il soffitto del locale che ha preso fuoco la notte di Capodanno
La procura del Cantone del Vallese ha contestato a Jessica Moretti, proprietaria del discobar "Constellation", anche il reato di falso documentale. L'accusa le è stata formalizzata nel corso dell'interrogatorio. Secondo quanto è trapelato, gli addebiti riguardano una fattura del 2015 relativa all'acquisto della schiuma fonoassorbente, con cui era stato rivestito il soffitto del locale e da cui a Capodanno si è sviluppato l'incendio che ha causato la morte di 41 persone.
Jacques e Jessica Moretti sono stati messi a confronto oggi in un'udienza a Sion. Arrivati alle 8 su un veicolo della polizia senza insegne, la coppia ha raggiunto l'edificio universitario dove si tengono le audizioni. Questa udienza, sotto forma di confronto con i principali imputati dell'indagine, si è tenuta alla presenza degli avvocati delle varie parti. Le famiglie delle vittime e dei sopravvissuti hanno potuto partecipare.
Nel corso dell'udienza odierna, a Jessica Moretti che aveva lamentato in aula di essere stata oggetto di «falsità che ci hanno distrutto» ha risposto Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, morto a 16 anni nell'incendio . «Essere devastati significa non poter abbracciare i propri figli. Quando si può rientrare a casa e poter abbracciare i propri figli tutte le mattine, questo non è essere devastati», ha detto la donna. Nel corso delle dichiarazioni spontanee Jessica Moretti ha ribadito di volere collaborare con gli inquirenti.
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