Classi come forni: solo una su 15 ha il condizionatore

L'allarme di Tuttoscuola sullo stress termico. E, secondo il Censis, soltanto il 5,9% degli studenti considera la propria scuola moderna
Google preferred source
July 6, 2026
Mentre si sta esaurendo anche la coda degli orali della Maturità 2026, Tuttoscuola lancia l'allarme “Scuole incandescenti”. A fronte della persistente ondata di calore che, ormai da settimane, sta investendo l'Italia,  6 milioni e mezzo di studenti e quasi 700mila professori sono costretti a stare in aule bollenti senza aria condizionata. Secondo l'analisi di Tuttoscuola, soltanto un edificio scolastico su 15 dispone, infatti, di impianti di condizionamento.
L’analisi - riferita agli ultimi dati disponibili, relativi all’a.s. 2023-24 - evidenzia che, su quasi 40mila edifici scolastici statali, solo 2.730 risultano dotati di impianti di condizionamento, pari ad appena il 6,8% del totale, ossia, appunto, un edificio ogni quindici. Considerando che le aule scolastiche sono circa 368mila, e anche ipotizzando che tutti gli edifici dotati di climatizzazione abbiano tutte le aule climatizzate, resterebbero comunque circa 350mila aule prive di condizionatori. Senza considerare corridoi, servizi, palestre e mense.
L’indagine mette inoltre in evidenza forti differenze territoriali. Le Marche sono la regione con la maggiore diffusione di edifici scolastici climatizzati (27%), seguite da Sardegna (15,8%), Veneto (9,3%), Emilia-Romagna (8,2%) e Friuli Venezia Giulia (7,6%). In valore assoluto è la Lombardia a registrare il maggior numero di edifici dotati di condizionatori (359), ma si tratta comunque di appena il 6,4% del patrimonio scolastico regionale.
L’analisi evidenzia anche un elemento positivo: 4.949 edifici scolastici, pari al 12,4% del totale, dispongono già di impianti fotovoltaici o pannelli solari. Secondo Tuttoscuola, proprio l’integrazione tra climatizzazione e produzione di energia da fonti rinnovabili potrebbe rappresentare la soluzione più efficace per contenere i costi di gestione degli impianti.
Alla luce di questa situazione, ormai non più straordinaria ma strutturale, Tuttoscuola lancia la proposta di un piano nazionale pluriennale di adattamento climatico dell’edilizia scolastica, che comprenda climatizzazione degli edifici, efficientamento energetico, installazione di impianti fotovoltaici e interventi strutturali per garantire condizioni ambientali adeguate durante tutto l’anno scolastico.
Per la scuola, le cattive notizie non finiscono qui. Il 56,3% degli studenti boccia il wi-fi della scuola, il 49,4% critica lo stato dei bagni, il 38,7% giudica insufficiente l'impianto di riscaldamento. Solo il 5,9% considera la propria scuola “moderna”. È quanto emerge dall'indagine realizzata dal Censis nell'ambito del progetto Iride La scuola vista dai giovani, che ha coinvolto oltre 8mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado e mille diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni.
«La qualità degli spazi scolastici - dice il Censis - continua a rappresentare uno degli elementi critici dell'esperienza formativa degli studenti e l'edilizia scolastica rimane uno dei nodi strutturali del sistema educativo italiano. Una quota significativa degli istituti, infatti, è ancora ospitata in edifici datati, spesso progettati originariamente per funzioni diverse da quelle scolastiche e successivamente adattati».
Valutazioni positive emergono, invece, nei confronti degli spazi di apprendimento diversi dalle aule tradizionali: il 44,9% degli studenti delle scuole superiori esprime giudizi ottimi o buoni su laboratori, aule di informatica, biblioteca, aule attrezzate; il 44,6% sugli altri spazi interni dell'edificio scolastico, il 40,7% sugli ambienti destinati alle attività culturali (aula magna, teatro, ecc.), e il 39,7% sulle aree esterne. Le aule tradizionali invece, che rappresentano ancora il principale luogo della vita scolastica quotidiana, raccolgono soprattutto valutazioni di sufficienza (40,3%), solo il 30,2% dà una valutazione molto positiva (ottimo o buono), mentre il 29,5% esprime un giudizio negativo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire