Il mondo intero abbraccia Leone XIV: ecco la rete che prega per lui

Oggi il ricovero al Gemelli dopo l'annuncio del nodulo al polmone. Dall'Italia e da tutto il pianeta arriva il sostegno di diocesi, movimenti, organismi e associazioni
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October 13, 2026
Il mondo intero abbraccia Leone XIV: ecco la rete che prega per lui
L’ospedale Agostino Gemelli con la statua di Giovanni Paolo II / ANSA/ ANGELO CARCONI
Da un capo all’altro del mondo riecheggiano le parole “umiltà”, “coraggio”, “trasparenza” assieme a “polmoni”, “preghiera”, “Messe”, “affetto”. Sono quelle dei presidenti delle diverse conferenze episcopali, dei cardinali, dei vescovi, dei superiori e delle superiore degli ordini religiosi, dei movimenti e delle associazioni laicali che hanno fatto arrivare a Leone XIV la loro vicinanza dopo il suo annuncio, durante l’Angelus della scorsa domenica, del nodulo al polmone che lo ha portato al ricovero previsto nella tarda mattinata di oggi al Policlinico Gemelli di Roma. Le voci dei presuli delle diverse parti del mondo arrivano anche direttamente dall’Urbe, dove alcuni di loro si trovano per l’incontro a dieci anni dall’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Tra chi partecipa, ci sono vescovi italiani, a nome dei quali la Cei ha assicurato il ricordo nelle celebrazioni e nei momenti di preghiera delle comunità, ma anche Luis Argüello, arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, e Francisco César García Magán, vescovo ausiliare di Toledo e segretario generale, il quale su X ricorda che «il Popolo di Dio ha mostrato la sua vicinanza e il suo affetto al Santo Padre con l’accoglienza riservatagli durante la recente visita in Spagna. Ora gliela mostriamo unendoci nella preghiera».
Ma gli occhi di tutti adesso sono sul prossimo viaggio internazionale di Leone XIV, per il quale per il momento non sono previste modifiche, dato che il Pontefice dovrebbe visitare Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre, mentre il suo ricovero è stimato per una sola settimana. L’arcivescovo argentino di San Juan Jorge Eduardo Lozano, ricevuto in udienza dal Papa ieri mattina, ripete ciò che anche Prevost aveva detto all’Angelus: «Mi ha chiesto come stavamo preparando il viaggio, intendendo che ci andrà». La presidenza del Consiglio episcopale latino-americano e caraibico, intanto, invita a pregare per il Papa, promuovendo una giornata speciale e affidandolo alla Madonna, Nostra Signora di Guadalupe. Tra le tante conferenze episcopali che le fanno eco, incoraggiando alla preghiera, ci sono quelle del Messico, della Bolivia, del Brasile, del Cile, dell’Argentina, dell’Uruguay e del Perù, tra le cui diocesi in quella di Chiclayo, dove Prevost è stato vescovo per 8 anni, il luogo dove è stata di recente inaugurata una mostra con 200 foto inedite del Papa è diventato un punto di ritrovo dove spontaneamente i fedeli si incontrano per pregare.
Risalendo il continente, arriva unanime la voce dei vescovi statunitensi, attraverso il presidente della conferenza episcopale e arcivescovo di Oklahoma City Paul Coakley, che chiedono al «medico divino, Gesù Cristo», di guidare «la mano dei chirurghi di papa Leone». Tornando in Europa, si stringono attorno al Papa e pregano per i medici che lo assistono le conferenze episcopali scozzese, di Inghilterra e Galles e portoghese, dalla quale a Fatima il rettore del santuario, padre Carlos Cabecinhas, annuncia una preghiera specifica per la guarigione del Pontefice durante il pellegrinaggio internazionale in corso oggi e domani. Anche Charles Scicluna, arcivescovo di Malta e segretario aggiunto del Dicastero per la dottrina della fede, fa arrivare il suo sostegno, come pure, rispondendo ai giornalisti durante un evento nella sede della Cassazione a Roma, torna sul tema il cardinale e presidente emerito del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi: «Sono certo, anche per le notizie che si hanno, che questo intervento non sia un impegno grave», afferma.
Ma, in ogni caso, quella Chiesa che dice di voler essere famiglia si stringe attorno al Successore di Pietro anche attraverso movimenti, organismi e associazioni. In Italia, tra le tante, l’Azione Cattolica augura il buon esito dell’operazione, come pure l’Associazione dei medici cattolici italiani, che aggiungono «un pensiero di stima e sostegno ai colleghi e a tutto il personale sanitario del Gemelli». Così anche il Rinnovamento nello Spirito, la Comunità Papa Giovanni XXIII, la presidenza nazionale e gli studenti della Fuci, l’Unione cristiana imprenditori e dirigenti e le Acli. Il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Davide Prosperi invita tutte le comunità e le famiglie a pregare «il Rosario per il Papa e le sue intenzioni» e la Società di San Vincenzo De Paoli assicura la vicinanza dei suoi 12mila soci e volontari, mentre l’Associazione internazionale esorcisti affida «papa Leone al Signore Gesù, medico delle anime e dei corpi, invocando su di lui, per intercessione della beata Vergine Maria, di san Giuseppe e di san Michele arcangelo, la grazia della guarigione».
A nome dei religiosi e delle religiose delle diverse comunità sparse per il mondo, infine, l’Unione dei superiori generali e l’Unione delle superiore generali assicurano la propria preghiera al Pontefice della cui parola «disarmata, disarmante, ma ferma» «la Chiesa e il mondo hanno bisogno», dicono i primi, mentre le seconde lo affidano «a Maria, che in questo mese di ottobre veneriamo come Madonna del Rosario».

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