I medici: dopo l'operazione, il Papa non ha bisogno di altre terapie. «Era un tumore ma localizzato»

L'esito degli esami istologici conferma le previsioni alla vigilia del ricovero di Leone XIV. L’intervento chirurgico risolutivo. Attesa per la definizione dell’agenda in base alle ultime novità cliniche e alla ripresa del Pontefice
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October 21, 2026
I medici: dopo l'operazione, il Papa non ha bisogno di altre terapie. «Era un tumore ma localizzato»
Papa Leone XIV durante l'udienza generale di stamani in piazza San Pietro, la prima dopo l'operazione al polmone / VATICAN MEDIA
L’ipotesi dei medici di Leone XIV era corretta: l’intervento chirurgico sul Papa è stato risolutivo per rimuovergli il tumore al polmone. «Non è necessaria alcuna ulteriore terapia», annunciano il medico personale Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, il chirurgo del policlinico “Gemelli” di Roma che ha guidato l’équipe dell’operazione eseguita martedì 13 ottobre. Lo scrivono nel bollettino medico diffuso dalla Sala Stampa vaticana nella tarda serata di oggi in cui rendono noti gli esiti degli «esami istologici definitivi» e delle «indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico». Il responso dei laboratori conferma che «si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata». Un tumore allo stadio iniziale e circoscritto, come aveva detto lo stesso Prevost all’Angelus in cui aveva rivelato il suo imminente ricovero. Di fatto l’eliminazione del lobo inferiore del polmone destro è stata sufficiente su un Papa di 71 anni, al suo diciassettesimo mese di pontificato. E «una successiva valutazione oncologica» ha decretato che non servono altre cure, prosegue la nota sanitaria. Non la chemioterapia che poteva essere prevedibile. Non terapie farmacologiche “a bersaglio”. Tumore vinto, è la sentenza clinica.
Per Leone XIV l’immediato futuro è quello della convalescenza. Incentrata soprattutto sulla fisioterapia, compresa quella respiratoria. «La riespansione del polmone dopo l’intervento sta seguendo i tempi normalmente previsti», aveva spiegato Margaritora ai media vaticani sabato scorso, nel giorno dell’uscita del Pontefice dall’ospedale. E aveva aggiunto: «Dopo questi tipi di intervento penso che un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliano. Quindi, essendo già quasi passata una settimana, tutto sommato credo che il Papa in un’altra decina di giorni possa essere pienamente recuperato». Significa che la prossima settimana Leone XIV potrebbe essere in una forma più che buona. Tanto che lo stesso Margaritora aveva specificato che il Pontefice sarebbe in grado di affrontare l’atteso viaggio di dodici giorni in America Latina, dal 6 al 17 novembre: «Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto».
La notizia sugli esami istologici entra anche nell’agenda papale: sarà ridefinita nei dettagli tenendo conto sia dell’assenza di nuove terapie, sia delle condizioni di ripresa di Leone XIV. In particolare, dovrà essere sciolta la riserva sulla presenza del Pontefice ad Assisi il 27 ottobre per l’evento organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio per i 40 anni dell’incontro di preghiera per la pace voluto da Giovanni Paolo II con i leader religiosi del mondo; e poi sulla visita che lo dovrebbe portare in Uruguay, Argentina e Perù dove la macchina organizzativa non si è mai fermata, nonostante il ricovero del Papa.
Pontefice che stamani ha tenuto la prima udienza generale dopo le dimissioni dal “Gemelli”, ad appena otto giorni dall’intervento. Intorno a lui un “popolo” di 30mila pellegrini che lo ha abbracciato in piazza San Pietro, nonostante la pioggia. Già in ospedale il Pontefice aveva ricominciato a lavorare. Domenica scorsa all’Angelus aveva annunciato il ritorno graduale alle sue attività. Oggi due udienze pubbliche nella stessa mattina. Perché quella in piazza San Pietro non è stata la prima in assoluto dopo il suo rientro in Vaticano sabato scorso. Un’ora prima dell’appuntamento all’aperto, Leone XIV ha incontrato i partecipanti al convegno “La santità nella storia” organizzato dal Dicastero delle cause dei santi. Stavolta nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. 

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