Gmg 2027: due ragazzi italiani già in partenza per la Corea. Ecco chi sono
di Irene Funghi
Mariasole Maggiolo ha 23 anni. Emanuele Francescut ne ha 25. Scelti dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile, dal 26 luglio per un anno lavoreranno con il Comitato organizzatore. E racconteranno la loro esperienza

Significherà mettersi innanzitutto nei panni degli altri. Immergersi in una cultura e in una storia diverse da quelle italiane, in una città lontana dalle nostre, dove la Chiesa non è un punto di riferimento neppure dal punto di vista urbanistico. Significherà fare esperienza di essere una minoranza religiosa in una società dove i cattolici sono l’11%, i non confessionali il 50%, i buddisti il 30% e i cristiani riformati la restante parte. Significherà fare spazio. Fare spazio a qualcosa di nuovo e diverso, a un’angolatura differente da cui guardare il mondo, ma anche costruire ponti di dialogo per portare, con rispetto, ciò che di buono la nostra storia e la nostra cultura hanno da dire al mondo.
Per costruire questo percorso a Seul, dove dal 3 all’8 agosto 2027 sono attesi i partecipanti della Giornata mondiale della gioventù, dall’Italia partiranno per un anno Mariasole Maggiolo ed Emanuele Francescut, due giovani di 23 e 25 anni, di Vicenza lei e di Fiume Veneto (Pordenone) lui, che faranno da tramite con la Cei e si metteranno a servizio del Comitato organizzatore locale della Gmg.

Una scelta, la loro, che chiede di mettere in stand by ogni altro impegno per dedicarsi dal prossimo 26 luglio al 30 agosto 2027 alla Corea. «Io sono molto attiva in Azione Cattolica, sia a livello diocesano che nazionale, e sto frequentando il primo anno del corso di laurea magistrale in Psicologia a Padova – racconta di sé Mariasole –. Non è stato facilissimo mettere tutto in pausa, ma devo dire che quando ho raccontato che sarei partita, si è svolto tutto in modo molto armonioso, ogni cosa ha trovato il suo posto». «Adesso sto iniziando a salutare amici e conoscenti e questo mi fa realizzare che veramente partirò e non li rivedrò per un anno – riprende –, ma quando uno vede che tutto fila liscio, non resta che partire!». Anche per Emanuele la proposta arriva in un «momento opportuno della mia vita»: «Mi sono laureato in Scienze della formazione primaria e ho accettato la mia prima supplenza. Avevo già in mente, però, di fare un’esperienza che mi permettesse di cambiare aria per un po’, anche se non la immaginavo così lunga».
Ma perché a partire per l’Italia saranno proprio loro? «Entrambi sono stati scelti tra i volontari del Giubileo dei giovani nel 2025 – spiega la collaboratrice del Servizio nazionale di pastorale giovanile Lorena Caloku –, durante il quale è stata notata la loro buona capacità di adattamento e il loro spirito di servizio. Per formarli, adesso, il Servizio nazionale li sta mettendo in contatto con chi ha già vissuto da volontario le scorse Gmg e chi ha vissuto in Corea». Lì, i due italiani si occuperanno di comunicazione, ambito affidato in particolare a Mariasole, e degli aspetti logistici, a cui forse si dedicherà di più Emanuele. Forse, perché poi, «una volta lì, ci occuperemo di tutto ciò di cui il comitato organizzatore locale avrà bisogno», dicono entrambi. Anche se per raccontare la Corea a chi è in Italia tra le stanze del Servizio nazionale di pastorale giovanile è già in corso un ragionamento su quali canali social usare, su come organizzare il podcast “La Fede Senza Filtri”, che preparerà i pellegrini anche alla Gmg, e su come raccontare anche sulle pagine di Avvenire la loro esperienza in Corea.

Per quel che riguarda la logistica, invece, i giovani faranno da ponte con l’Italia per individuare «i luoghi dove i nostri pellegrini potranno dormire – spiega Emanuele – ma anche per comunicare al Servizio nazionale informazioni importanti su come muoversi in Corea e dare una mano a quanto sarà necessario per allestire Casa Italia». La sede è in corso di individuazione: sarà, come sempre, uno spazio aperto dove organizzare iniziative per far conoscere l’Italia ai giovani coreani e ai pellegrini degli altri Paesi. E creare occasioni di incontro e fraternità.
Ma questa partenza e questo lungo soggiorno in Corea permetteranno ai due giovani anche di iniziare a lasciarsi plasmare dal tema della prossima Gmg, tratto dal Vangelo di Giovanni: «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» ( Gv 16,33). «Una parola – spiega Mariasole – a cui sentiamo di rispondere già con la nostra partenza, ma che dice tanto anche a noi giovani italiani, spesso bloccati di fronte a grandi scenari di crisi». «Questo invito del Vangelo – proseguono insieme – richiama anche la realtà della Chiesa coreana, nata grazie al coraggio dei martiri, che avrebbero potuto rinnegare la propria fede, ma, non avendolo fatto, hanno permesso anche a noi oggi di vivere tutto questo». «Il tema – aggiunge infine Emanuele – mi ricorda che a questo invito che ci viene fatto si risponde con azioni concrete». Come quella di mettersi in cammino verso Seul, dove in una «città molto frenetica, dove anche i pasti sono velocissimi», i giovani arrivati da ogni angolo del mondo potranno raccontare le ragioni del proprio essere lì.
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