Caso Fakir, le frasi choc degli agenti registrate dalla bodycam. «È schiattato, che me ne frega»
di Redazione
I consulenti dei pm di Bologna hanno completato la loro relazione: la morte del giovane avvenuta a Bologna durante un fermo di polizia a luglio è stata dovuta ad agitazione, cocaina e posizione prona. Criticità anche nella condotta del personale soccorritore e del personale sanitario
«È schiattato ah». «Ca.. me ne frega a me». Sarebbe questo lo scambio di frasi choc avvenuto tra i due poliziotti intervenuti il 19 luglio in via Svevo al Pilastro di Bologna, quando morì Abderrahim Fakir.
Le frasi sarebbero state registrate dalla bodycam indossata da uno dei due agenti e sono citate in una parte introduttiva della consulenza tecnica medico legale, disposta dalla Procura di Bologna, per far luce sulle cause della morte del 42enne.
Secondo i consulenti dei pm di Bologna, sarebbero «ravvisabili delle criticità per quanto attiene» anche «la condotta del personale soccorritore e del personale sanitario successivamente intervenuto, poiché non risultate aderenti ai protocolli dell'emergenza sanitaria, né sotto il profilo della tempestività, né sotto quello dell'efficacia delle manovre stesse».
In ogni caso, secondo le conclusioni della relazione sulla morte di Fakir, «anche a fronte di un intervento tempestivo e correttamente eseguito, le probabilità di sopravvivenza dell'Abderrahim sarebbero state attorno al 15%».
In definitiva, la causa della morte di Abderrahim Fakir è «ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta in soggetto in corso di intossicazione acuta da cocaina (abusatore cronico) e con severa cardiopatia». Al determinismo del decesso «su base ipossica» hanno contribuito «l'agitazione psicomotoria e l'ipertermia (effetto dell'intossicazione acuta da cocaina) nonché la posizione prona». Le analisi, poi, «hanno messo in evidenza un esteso quadro traumatico di natura contusiva» che «non ha avuto un ruolo nel determinismo del decesso».
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