Brasile, Bolsonaro: organizzerò l'opposizione a Lula
di Redazione
Lo sfidante di estrema destra sembra riconoscere la sconfitta. Trump, elezioni truccate
La vittoria di Luiz Inácio Lula da Silva alle presidenziali brasiliane non ha posto fine allo scontro politico nel Paese. Al contrario, il giorno successivo al voto è stato segnato da accuse di irregolarità e da una mobilitazione dell'area conservatrice guidata dall'ex presidente Jair Bolsonaro.
Tra i primi a contestare il risultato è stato il senatore Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex capo dello Stato, che inizialmente ha annunciato l'intenzione di chiedere l'annullamento delle elezioni. Successivamente ha indicato la linea politica del fronte conservatore per i prossimi anni: «Per resistere al caos, organizzerò l'opposizione», ha dichiarato in un video diffuso sui social network.
A rendere ancora più teso il clima è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Parlando con i giornalisti prima di partire per un comizio in Mississippi, il leader americano ha attaccato il processo elettorale brasiliano. «Le elezioni hanno dato un'impressione pessima. Non ho preso le parti di nessuno, ma francamente è sembrata un'altra elezione truccata», ha affermato.
Trump ha però distinto il giudizio sul voto da quello sul presidente eletto. «Mi piace Lula, vado d'accordo con lui», ha dichiarato, salvo poi tornare a criticare la consultazione elettorale. «Le elezioni sono state estremamente corrotte. A mio avviso è stato uno spettacolo terribile», ha aggiunto.
Le sue parole si inseriscono in un contesto già fortemente polarizzato. Da una parte Lula si prepara a formare il nuovo governo dopo il ritorno alla guida del Brasile; dall'altra il fronte bolsonarista denuncia presunte anomalie e si organizza per una dura opposizione parlamentare e politica.
Il rischio è che le contestazioni sul voto, amplificate anche dalle dichiarazioni provenienti da Washington, contribuiscano a mantenere alta la tensione nel più grande Paese dell'America Latina. Per Lula la sfida non sarà soltanto governare, ma anche ricostruire un clima di fiducia istituzionale in una nazione che esce da una delle campagne elettorali più divisive della sua storia recente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire