Attentato a Ranucci, indagato Valter Lavitola: pm contestano il reato di strage
di Redazione romana
L'ex giornalista-editore secondo i pm di Roma sarebbe a capo della banda protagonista dell'attacco dinamitardo contro il conduttore di Report dell'ottobre scorso. La reazione del giornalista: sconvolto, con lui ci sentivamo quasi tutti i giorni

A lui i pm contestano anche il reato di strage. Non solo c'è un nuovo indagato per l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia nell'ottobre del 2025, l'imprenditore ed ex giornalista-editore Valter Lavitola, in passato già coinvolto in altre vicende giudiziarie. Ma a quanto emerge dal decreto di perquisizioni del 4 luglio disposto da piazzale Clodio l'uomo aveva intenzione di fare una strage. Per i pm di Roma sarebbe lui il mandante dell'azione dinamitarda avvenuta all'esterno della villetta dove il conduttore di Report vive assieme alla famiglia. Lavitola è stato appunto oggetto nei giorni scorsi di una perquisizione domiciliare da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati su mandato dei pm della Distrettuale Antimafia. Nel corso dell'attività istruttoria sono stati sequestrati il cellulare e il pc dell'indagato.
Un'iniziativa che punta a cercare elementi relativi al movente che avrebbe spinto Lavitola ad ordinare l'attentato. Al momento infatti non c'è ancora chiarezza su cosa si nasconda dietro al blitz messo in atto da una banda composta da quattro persone che la scorsa settimana sono state raggiunte da un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della Capitale. A Lavitola e ai quattro è contestata in concorso la detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo mafioso. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire elementi utili per chiarire il movente.
Lavitola è considerato, insieme all'intermediario Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, il mandante dell'azione criminosa, visto che l'imprenditore ha dato mandato a Clesio Tavares di «individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all'abitazione del giornalista». Quel che è certo, per ora, è che il 16 settembre, un mese prima dell'attentato, Lavitola effettuò un sopralluogo 'nei pressi dell'abitazione' del conduttore di Report. E che subito dopo l'attentato al giornalista Lavitola si è «interessato all'allontanamento» dall'Italia di Gomes Clesio Tavares, il 47enne cittadino camerunense che avrebbe svolto il ruolo di intermediario con la banda avellinese autrice dell'azione. Nel 2023 il quotidiano Il Riformista pubblicò una foto che ritraeva Lavitola e Ranucci insieme al ristorante romano dell'imprenditore. Il conduttore di Report, interpellato dopo la notizia, ha reagito dicendosi «sconvolto. Valter è un amico, dal 2019 ci sentivamo quasi tutti i giorni».
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