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UDIENZA GENERALE
Papa: «Vivere con umiltà
le prossime festività»
 
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​La "gioia profonda", umile e obbediente di Maria dimostra che "alla fine l'indifesa potenza di quel bambino alla fine vince il rumore delle potenze del mondo" e che "l'onnipotenza di Dio, anche nella nostra vita, agisce con la forza, spesso silenziosa, della verità e dell'amore". Lo ha affermato Benedetto XVI, che nell'udienza generale di oggi si è soffermato sul mistero del Natale ormai prossimo e sulla "fede di Maria a partire dal grande mistero dell'Annunciazione".

Il saluto dell'angelo alla futura madre di Gesù, narrato nel Vangelo di Luca, secondo il Papa è "un invito alla gioia, a una gioia profonda, annuncia la fine della tristezza che c'è nel mondo di fronte al limite della vita, alla sofferenza, alla morte, alla cattiveria, al buio del male che sembra oscurare la luce della bontà divina". Maria, come Abramo, "si affida con piena fiducia alla parola che le annuncia il messaggero di Dio e diventa modello e madre di tutti i credenti".

Di qui l'invito papale a vivere il Natale con la "stessa umiltà e obbedienza di fede" di Maria, perchè "la gloria di
Dio non si manifesta nel trionfo e nel potere di un re, non risplende in una città famosa, in un sontuoso palazzo, ma prende dimora nel grembo di una vergine, si rivela nella povertà di un bambino".

"L'apertura dell'anima a Dio e alla sua azione della fede include anche l'elemento dell'oscurità", ha ammonito il Papa riferendosi alla vicenda di Maria, che passa dalla "gioia" dell'annunciazione al "buio" della crocifissione del figlio, per poter poi giungere alla "luce" della risurrezione. È così per il cammino di fede di ognuno di noi, che "incontra momenti di luce, ma incontra anche passaggi in cui Dio sembra assente, il suo silenzio pesa nel nostro cuore e la sua volontà non corrisponde alla nostra, a quello che noi vorremmo". "Ma quanto più ci apriamo a Dio, accogliamo il dono della fede, poniamo totalmente in lui la nostra fiducia - ha assicurato il Papa additando come esempio Abramo e Maria - tanto più egli ci rende capace, con la sua presenza, di vivere ogni situazione della vita nella pace e nella certezza della sua fedeltà e del suo amore". A patto, però, di "uscire da se stessi e dai propri progetti, perchè la parola di Dio sia lampada che guida i nostri pensieri e le nostre azioni".

"Il 'si" di Maria alla volontà di Dio, nell'obbedienza della fede, si ripete lungo tutta la sua vita, fino al momento più difficile, quello della Croce", ha fatto notare il Papa, richiamando all'"umiltà profonda della fede obbediente di Maria", che "non si ferma a una prima comprensione superficiale di ciò che avviene nella sua vita, ma sa guardare in profondità".
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