«Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni durante il giro dei padiglioni a Eicma. Il Salone delle due ruote, rispondendo a chi le ha chiesto della nomina all'Anac, l'Autorità nazionale anticorruzione, di Trifone Altieri come nuovo presidente.
«La nomina di un uomo di partito, il leghista Altieri, a presidente dell'Anac è un atto irresponsabile e indecente del governo Meloni. Siamo all'assalto al potere da parte di FdI, Lega e FI». Lo affermano gli esponenti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. «Questa scelta - aggiungono - suggella l'intolleranza del governo verso ogni forma di controllo pubblico e di equilibrio tra poteri e organi dello Stato. In questa legislatura il centrodestra ha già smantellato i poteri della Corte dei Conti e vari strumenti di indagine contro i reati dei colletti bianchi; ha sistematicamente attaccato la magistratura provando a minarne indipendenza e autonomia, ma i cittadini hanno detto no; ha attaccato la Banca d'Italia, l'Ufficio parlamentare di Bilancio e qualunque altro organismo che abbia mosso critiche all'operato del governo. Tra le vittime degli strali del governo Meloni c'è stata anche l'Anac: chi ha buona memoria ricorda gli attacchi, in particolare della Lega, contro il presidente Busia che nel 2023 criticò il nuovo Codice degli Appalti, uno dei tasselli del piano con cui il governo ha smantellato i presìdi di legalità. Ed ecco che oggi si chiude il cerchio con un leghista al vertice dell'Anac. Che titoli ha Altieri per ricoprire il ruolo? Forse la lunga carriera tra le fila di FI, Pdl, Conservatori e Riformisti e Lega? Un candidato perfetto per lobotomizzare l'Anac e metterla al servizio degli interessi della politica che comanda. Alla guida dell'Anac servono indipendenza, competenza e credibilità istituzionale. E quando si sceglie per guidarla una persona con un'evidentissima colorazione politica, i requisiti di indipendenza e autonomia vengono minati in partenza. In Parlamento la nostra opposizione a questa nomina sarà durissima».
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