Quelle prove raccolte sul massacro di Gaza: ora c'è un archivio che le documenta

L'iniziativa di un gruppo di attivisti, la cui identità rimane sconosciuta, ha consentito attraverso la raccolta e l'incrocio di dati, video e immagini di documentare quanto accaduto nella Striscia. È un materiale che può contare su più di 2mila ore di prove video
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October 23, 2026
Quelle prove raccolte sul massacro di Gaza: ora c'è un archivio che le documenta
Rovine di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, in un'immagine del marzo 2025 / Reuters
Quasi 200mila prove fotografiche, più di 2mila ore di prove video. A guardarle tutte, ci si metterebbero più di 90 giorni. Ora c’è una mappa di geolocalizzazione, con puntini e linee che si sovrappongono e si intersecano l'una all'altra, che dimostrerebbe secondo i creatori del sito archivegenocide.com, la progettazione di un vero e proprio genocidio ai danni della popolazione di Gaza. Sul sito si trova la lista dei nomi delle vittime: il primo migliaio non ha neanche un anno.
Nato nel luglio 2026 e in continuo aggiornamento, la creazione del database è stata annunciata sui social da "Israel Exposed", un collettivo di attivisti la cui identità rimane sconosciuta. La finalità del progetto è quella di raccogliere, organizzare e tutelare il materiale audiovisivo che riguarda il conflitto in Palestina.
Gli stessi attivisti stavano già raccogliendo prove fotografiche degli abusi dei soldati dell'Idf durante il conflitto formalmente interrotto dalla tregua dell’ottobre 2025. Tutte le prove presenti riportano alle proprie fonti, che sono anche elencate: giornalisti sul campo, fotografi, canali Telegram, e progetti di documentazione di collettivi come "Eye on Palestine".
Nel sito è presente anche una cartina live in cui vedere in tempo reale luogo e natura degli attacchi. Un organigramma del flusso economico a sostegno delle azioni di Israele, che mostra le connessioni tra industria e politica statunitense con le infrastrutture della guerra a Gaza. La novità nella creazione di archive.genocide sta nel fatto che per la prima volta tutte le prove sono organizzate in un’interfaccia che permette a qualsiasi visitatore non solo di vedere, ma di comprendere le connessioni tra luoghi, nomi, e avvenimenti. Attraverso la mappa di geolocalizzazione è possibile localizzare gli avvenimenti la cui posizione è stata verificata da più fonti, specificando il grado di approssimazione. Il tool collegato bloodmoney.map permette invece di esplorare i flussi economici che sostengono e guadagnano dalle operazioni israeliane a Gaza esplicitando natura e cifre del supporto fornito: dal 2023 ad oggi 128 milioni di euro in totale.

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