L'Iran attacca una base Usa in Giordania
di Redazione
Tre petroliere colpite a Hormuz e intanto il balzo del greggio
Dopo l'incontro di Netanyahu e Trump alla Casa Bianca, Teheran bersaglia una base Usa in Giordania e colpisce tre petroliere nello Stretto di Hormuz. E intanto balza subito in alto il prezzo del greggio.
Nel dettaglio, l'esercito giordano ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto cinque missili iraniani, mentre i combattimenti tra Teheran e Washington sono ripresi dopo una breve pausa. «Questa mattina le difese aeree hanno neutralizzato cinque missili provenienti dall'Iran e diretti verso il territorio del regno», ha dichiarato il portavoce dell'esercito giordano in un comunicato, aggiungendo che i missili sono stati «intercettati e abbattuti». Quello effettuato dall'Iran è stato il primo attacco con missili balistici da parte di Teheran contro una base Usa nella regione da quando, venerdì scorso, il presidente americano Donald Trump ha sospeso gli attacchi contro l'Iran per dare un'altra possibilità alla diplomazia. L'attacco, specificato come lanciato "a sorpresa" dal Centcom, minaccia di far saltare la fragile tregua e potrebbe costringere Trump a decidere se riprendere l'azione militare contro Teheran.
Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (Irgc) ha annunciato, sempre oggi, di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. «Alcune ore fa tre petroliere, che avevano ignorato i nostri avvertimenti e continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale, sono state colpite e costrette a fermarsi», hanno dichiarato le forze navali dell'Irgc citate dalla Tasnim.
E proprio il petrolio segna un balzo di oltre il 3% nelle contrattazioni in Asia, in scia agli attacchi. Il Wti sale del 3,73%, a 82,22 dollari al barile, mentre il Brent segna un balzo del 3,03%, a quota 84,57.
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