Legge elettorale, le opposizioni: «Da maggioranza ennesima forzatura»

di Redazione romana
Le minoranze all'attacco dopo la prima seduta sulla legge appena incardinata al Senato: «Vogliono approvarla ad agosto». La ministra Casellati replica: «Nessuna accelerazione, lamentele non fondate»
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July 21, 2026
Prima seduta sulla legge elettorale, appena incardinata, al Senato ed è già scontro tra maggioranza e opposizioni. Il senatore del partito democratico Andrea Giorgis, al termine della seduta della commissione Affari costituzionali, stigmatizza «l'ennesima forzatura da parte della maggioranza che ha deciso di chiudere e di ridurre le audizioni rispetto alle 72 della Camera a 26. La maggioranza ha votato e imposto» questo numero. «Su una legge così importante, che è solo formalmente ordinaria, ma è sostanzialmente costituzionale, assistere a questa arroganza politica, a questa forzatura è un colpo alla democrazia, anche a quella parlamentare». «Il testo è stato riscritto dal passaggio dalla Camera al Senato, il testo sul quale vennero svolte le audizioni alla Camera è profondamente cambiato, ci sono sette questioni nuove che meriterebbero un approfondimento, la risposta è stata che bisogna fare in fretta, accelerare i tempi, non si capisce perché non si voglia discutere di una legge così decisiva per un buon funzionamento della democrazia, per altro una legge che presenta numerosi dubbi di legittimità», aggiunge il capogruppo dem in Prima, che poi spiega che è stato «il governo a intervenire» e dire di fare in fretta. «È ragionevole - mette agli atti - che si inizi ad approfondire a settembre, vediamo che intende fare la maggioranza». 
Ma per la ministra delle Riforme, Maria Elisabetta Casellati, «non c'è nessuna fretta». «Oggi - spiega - c'è stata una seduta proprio per programmare i lavori e si è dato un termine a giovedì per le audizioni. È stato stabilito che ci saranno 16 audizioni segnalate dalle opposizioni e dieci dalla maggioranza. C'è stato un amplissimo confronto alla Camera che ha dato luogo al Bignami bis, frutto del confronto con le opposizioni, con tutti i costituzionalisti e gli esperti di materia che hanno indicato alcune criticità e sono state totalmente recepite». E aggiunge: «Ci saranno ancora delle audizioni, si potranno acquisire anche tutte quelle delle Camera. Non vedo dove sia questa accelerazione e non credo che ci sia un fondamento alle lamentele dell'opposizione. Se uno avesse voluto accelerare si poteva iniziare da subito. C'è un lavoro già pronto dell'ufficio studi del Senato ci sono tutte le audizioni già svolte alla Camera, per cui uno sa esattamente il pensiero dei massimi esperti di questo settore: non si può dire che 26 audizioni sono pochissime dopo che è stato rimproverato la maggioranza il fatto che si dava troppo rilievo alla legge elettorale con tutti i problemi che ci sono». E a chi le domanda se ci sarà la possibilità di chiudere in commissione prima della pausa estiva, la ministra risponde: «Vediamo, i tempi si determinano sempre tutti assieme. Domani mattina ci incontriamo nuovamente per cercare come sempre un punto di caduta». Quando andrà in aula «lo decideranno i capigruppo». 

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