«Il Viminale verifichi l'assistenza sanitaria e psicologica nei Cpr»
di Redazione
L'indicazione arriva dal Consiglio di Stato che ha accolto un ricorso dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione
Il ministero dell'Interno dovrà svolgere entro sei mesi «una puntuale ricognizione della situazione esistente nei Cpr, con particolare riferimento ai profili dell'assistenza sanitaria e psicologica, alla formazione del personale impiegato, nonché all’analisi degli episodi critici verificatisi con maggiore frequenza nel corso dell’ultimo quinquennio». L’indicazione arriva dal Consiglio di Stato con una sentenza che ha accolto un ricorso con il quale l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione sollecitava i giudici ad ordinare al ministero di ottemperare a una precedente loro decisione risalente all’ottobre dello scorso anno.
Per l'attività istruttoria il dicastero di Matteo Piantedosi dovrà agire in sinergia con il ministero della Salute e con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. E, al termine, dovrà adottare una motivata determinazione finale, esplicitando le ragioni delle scelte compiute.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il primo dei due obblighi previsti (ovvero la necessità di rendere coerente il capitolato d’appalto per la gestione e il funzionamento dei Cpr con le previsioni della direttiva ministeriale) «risulta pienamente adempiuto». Non così sul tema dell’approfondita istruttoria, per la quale «non risultano acquisiti elementi conoscitivi concernenti l’effettiva situazione esistente nei Cpr, né risultano svolti accertamenti riguardanti la concreta adeguatezza della dotazione sanitaria, l'organizzazione dell'assistenza psicologica, la formazione specialistica del personale impiegato, l'incidenza degli episodi autolesivi o suicidari, ovvero l'emersione di ulteriori criticità rilevanti per la tutela della salute delle persone trattenute». Toccherà dunque al ministero adempiere all’indicazione conivolgendo la Salute ed il Garante dei detenuti, che in un documento del 2023 aveva sostenuto che nei Cpr ci sono «diverse criticità».
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