Futuro nazionale espelle Luca Sforzini: «Anticorpi contro sabotaggi interni»

di Redazione romana
Dura la replica del presidente del Centro studi Rinascimento nazionale: «Vannacci preferisce cornacchie nere a grilli parlanti, fiero di espulsione»
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September 8, 2026
La Direzione Disciplinare di Nazionale di Futuro nazionale ha deliberato l'espulsione dell'iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate. «Se qualcuno pensa di utilizzare Fn per le proprie ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall'interno deve sapere che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio». È quanto si apprende da fonti interne del partito dell'ex generale, Roberto Vannacci. Alla deliberazione hanno preso parte il leader di Futuro nazionale, il Coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo, Edoardo Ziello e il responsabile del tesseramento, Annamaria Frigo. Imprenditore, Sforzini è il direttore del Centro studi Rinascimento nazionale - sino a oggi considerato il "think tank" di Fn i - e negli ultimi giorni è stato molto netto nel manifestare la sua contrarietò «a quello che alcuni esponenti di Fn rischiano di fare», ovvero, come ha spiegato sempre in una recente intervista al Foglio, «legittimare e sdoganare i peggiori mostri del '900». «Se proprio dobbiamo guardare indietro, l'Italia ha riferimenti storici altissimi, come la Roma antica, Mazzini, Garibaldi e il Conte di Cavour, che uniscono anzichè dividere», aveva detto tra l'altro, suggerendo di «ricondurre certe spinte, anche estreme o di protesta, all'interno dell'ordine democratico».
Dura la risposta di Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank storico di Futuro Nazionale): «Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione - sottolinea -. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura. E io non sono disposto, per quieto vivere o per convenienza (essendo detentore della tessera numero 18 del partito - fra i primi ad aderire a Fn convinto che fosse un veicolo per introdurre un nuovo modo di fare politica), ad accettare disvalori propagandati come valori. Se chiedere una destra del XXI secolo, liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale; se denunciare nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali e oscurantiste; se evidenziare che passaggi etici, da confinare nella sfera della libera coscienza individuale, al punto da disegnare l'equivalente cristiano dell'integralismo islamico, sono stati introdotti impropriamente e a posteriori -in fase di definizione del programma nelle "segrete stanze"- all'interno di un partito nato per contrastare immigrazione irregolare e per difendere la sicurezza dei cittadini; se, infine, difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica -linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione- significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito». E Ancora: «Non sono disposto -aggiunge- a considerare nessuna religione (né Islam né ebraismo) incompatibile con lo Stato italiano. Non sono disponibile a chiudere gli occhi di fronte a una visione misogina e liberticida della società nella quale dovranno crescere i miei figli. Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra. E potrei continuare a lungo. Sono e rimango un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale. Fermo nei principi e calato nel XXI secolo, con lo sguardo rivolto al futuro». 

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