Fincantieri punta a creare un polo della subacquea. La multinazionale italiana ha annunciato l'acquisizione di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, con otto aziende, una presenza in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti, 1.500 professionisti e ricavi pro forma 2026 di 1,1 miliardi di euro. È quanto indica il Gruppo dopo l’annuncio delle operazioni di M&A per rafforzarsi nel segmento underwater, che nel 2025 ha registrato ricavi per 667 milioni di euro e ha inciso per il 6,7% dei ricavi sul portafoglio del Gruppo. Dopo l’annuncio, il titolo Fincantieri è volato a Piazza Affari ed è balzato dell'11,42% a 12,145 euro ad azione, con gli analisti che guardano con grande favore alla mossa del Gruppo guidato da Pierroberto Folgiero. «Non stiamo costruendo un Gruppo di società underwater. Stiamo costruendo la prima piattaforma europea capace di operare, connettere, proteggere e governare il dominio subacqueo attraverso servizi, droni, sensori, comunicazioni, sistemi di difesa e piattaforme strategiche», così l'ad di Fincantieri.
Su base pro-forma il segmento «raggiunge nel 2026 un Ebitda per 220 milioni di euro, conseguendo con quattro anni di anticipo i target di crescita underwater previsti al 2030 nel piano industriale 2026 -2030 presentato a febbraio». Le acquisizioni «contribuiscono all’utile di Gruppo pro-forma 2026 per oltre 60 milioni di euro aggiuntivi» e «sono altamente accrescitive per il Gruppo con un aumento dell’utile per azione del 30% al 2028 e del 20% al 2030».
Le acquisizioni consentiranno di accelerare il profilo di crescita del Gruppo - sottolinea Fincantieri - con ricavi generati da servizi ad alto contenuto tecnologico, con prospettive di aumento dell’ebitda e dell’utile netto rispettivamente del 13% e del 40% rispetto agli obiettivi 2026 del Piano Industriale 2026-2030.
«Questa operazione segna l’inizio di una nuova fase di sviluppo per WSense e rappresenta un momento di grande soddisfazione nel nostro percorso di scale-up. Manteniamo la nostra autonomia e identità di deep tech company, rafforzando al tempo stesso la capacità di portare le nostre tecnologie su scala globale. L'operazione dimostra come in Italia sia possibile costruire modelli virtuosi di innovazione, in cui una deep tech diventa abilitatore strategico per la competitività di un grande Gruppo internazionale e del sistema Paese». Così Chiara Petrioli, ceo di WSense, commenta l’ingresso di Fincantieri nel capitale della scale-up come azionista di maggioranza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire