I Neanderthal, falegnami della Preistoria: nuove scoperte in Catalogna

Nel sito di Abric Romaní, vicino a Barcellona, i ricercatori hanno trovato quasi 600 impronte fossili di manufatti in legno: contenitori, attrezzi e perfino una clava
Google preferred source
October 10, 2026
I Neanderthal, falegnami della Preistoria: nuove scoperte in Catalogna
Impronte di manufatti in legno nel travertino del sito archeologico di Abric Romaní / WikiCommons
I paleontologi l'hanno chiamata l'Età della Pietra, perché in quel lungo periodo durato tre milioni di anni era la pietra il materiale principale con cui gli uomini costruivano gli strumenti di lavoro e le armi per la caccia. Una recente scoperta archeologica in Catalogna aggiunge ora un elemento di novità e di complessità a quel quadro storico. Nel sito di Abric Romaní, vicino a Barcellona, i ricercatori hanno trovato quasi 600 reperti in legno risalenti all'epoca dell'uomo di Neanderthal, tra 62mila e 40mila anni fa: lance, bastoni da scavo, pali per le abitazioni e persino un insolito artefatto che ricorda una clava. Le analisi rivelano che i Neanderthal sfruttavano ampiamente il legno non solo come combustibile per accendere il fuoco, ma anche per costruire una grande varietà di oggetti lavorati, dimostrando una notevole competenza tecnologica e capacità di adattamento. Gli archeologi hanno anche individuato alcuni utensili domestici, tra cui quattro recipienti in corteccia di ginepro, trovati vicino ai focolari e presumibilmente usati per trasportare cibo, cenere o braci. La minuziosa scelta della tipologia di legno rivela una profonda conoscenza delle proprietà delle essenze disponibili, come ad esempio il pino silvestre, usato per gli strumenti di lavoro in virtù della sua resistenza ed elasticità. 
La recente scoperta in Spagna offre un raro scorcio sulle invenzioni e la vita quotidiana dei Neanderthal: di norma i materiali organici tendono a deteriorarsi, ma in questo caso le impronte di legno sono state protette per millenni da un'incrostazione di travertino. Precipitando sul legno, le acque ricche di bicarbonato di calcio hanno creato delle impronte negative, ovvero delle cavità che replicano con precisione la forma dell'oggetto originale. L'affascinante processo di calcificazione ha permesso così di conservare dettagli fino al livello cellulare, come i segni di raschiatura lasciati dagli strumenti in pietra dei Neanderthal. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire