
La statua di Gesù distrutta nei giorni scorsi da un soldato israeliano a colpi di piccone nel sud del LIbano è stata sostituita con una nuova statua donata dai militari italiani del contingente dell'Unifil. Le Forze di difesa israeliane avevano già consegnato una nuova statua dopo l'incidente - a seguito del quale il soldato responsabile è stato condannato a 30 giorni di prigione ed è stato estromesso dall'esercito- che però era più piccola e in stile diverso da quella originale. I media libanesi hanno pubblicato alcune foto che mostrano la statua donata dai militari italiani della missione Onu.
Giorgia Meloni in una nota ha ringraziato «il Comandante Diodato Abagnara e tutto il Contingente italiano di UNIFIL per aver deciso di donare un nuovo Crocifisso al villaggio libanese di Debel. Le immagini della consegna della statua alla comunità e del suo posizionamento, nello stesso luogo dove si trovava la statua distrutta pochi giorni fa da un soldato dell'IDF, riempiono il cuore e rappresentano un potente messaggio di speranza, dialogo e pace». «Il gesto dei militari italiani impegnati nella missione Unifil merita un plauso sincero e riconoscente. Donare una nuova statua di Cristo crocifisso, che era stata vergognosamente sfregiata e profanata, significa affermare valori che vanno oltre ogni divisione: la dignità della persona, la convivenza tra culture e religioni, la tutela dei simboli della fede, l'attenzione per le comunità cristiane. Ai nostri soldati rivolgo un pensiero di grande affetto: nel loro impegno quotidiano per la pace sono un orgoglio per il nostro Paese e un segnale di speranza. Il gesto compiuto è una lezione silenziosa ma potente, che parla di futuro e responsabilità». Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana.
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