Inchiesta sul Ponte: «Gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici»

di Redazione romana
È quanto emerge dalle carte della procura di Roma. Nel frattempo continua la polemica politica: per il leghista Morelli «si va avanti». Durissimo Bonelli (Avs): «Ciucci si dimetta»
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June 10, 2026
Inchiesta sul Ponte: «Gli indagati tentarono di corrompere altri due giudici»
L'obiettivo era corrompere quanti più giudici della Corte dei Conti per «condizionare le loro scelte» nel dossier sul Ponte dello Stretto. È quello che, secondo quanto riporta l'Ansa, emerge dall'indagine della Procura di Roma che vede indagati per corruzione - oltre all'ex presidente aggiunto della Corte, Tommaso Miele - anche l'avvocato Francesco Saccomanno (ex commissario della Lega in Calabria) e l'imprenditore Vincenzo Virgiglio. Questi ultimi due avrebbero tentato di avvicinare almeno altri due giudici per tentare di avere altre "talpe" all'interno del tribunale contabile. Gli inviti e le offerte ai giudici sarebbero avvenute nell'ottobre scorso, ma senza alcun risultato: i due togati, avvicinati non risposero alle sollecitazioni. Un modus operandi che ebbe però risultati diversi, secondo gli inquirenti, con Miele che, tra l'altro, vive nello stesso palazzo di Virgiglio nella zona nord di Roma. Il giudice avrebbe infatti offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull'andamento della procedura, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della relativa Camera di Consiglio in adunanza plenaria della Corte. Lo scambio corruttivo, in base all'impianto accusatorio dei pm di piazzale Clodio, era legato a promesse su future nomine dopo il pensionamento di Miele, arrivato nel febbraio scorso. Dalle carte del procedimento emerge il rapporto di vicinanza tra Miele e Virgiglio. Il magistrato si rivolge a lui «anche per individuare architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli». I difensori degli indagati annunciano, infine, ricorso al Riesame sul materiale sequestrato. L'avvocato Pier Paolo Dell'Anno, che assiste Miele, esprime dal canto suo «massima fiducia nell'attività della magistratura».
La vicenda ovviamente nel frattempo è diventata anche politica: «Osserviamo cosa valuterà la magistratura. Dal punto di vista puramente amministrativo non cambia assolutamente nulla, quindi il percorso va pienamente avanti», dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Alessandro Morelli (Lega).  Durissimo invece Angelo Bonelli (Avs): «Mi sarei aspettato che oggi l'amministratore delegato della Società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, annunciasse le proprie dimissioni. Da anni assistiamo ad annunci e all'utilizzo di ingenti risorse pubbliche per un'opera che continua a presentare enormi criticità».

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