Baturi: usciamo dalle “bolle”, torniamo ad ascoltarci

L’invito del segretario generale della Cei e arcivescovo di Cagliari per ricostruire i legami e liberare dalla frammentazione la società e i giovani
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October 31, 2026
Baturi: usciamo dalle “bolle”, torniamo ad ascoltarci
L'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei/ SICILIANI
«Dobbiamo aprire queste bolle e liberare chi vi è rinchiuso». È l’appello di monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, nel tradizionale messaggio alla città per la festa di san Saturnino, rilanciato dall’agenzia Sir. La priorità, ha spiegato il segretario generale della Cei, è ricostruire i legami prima ancora delle strutture materiali, ritrovando il senso dell’appartenenza, della partecipazione e della responsabilità condivisa.
Con il riferimento biblico a Babele e Gerusalemme ha indicato due modi opposti di vivere la comunità: da una parte la frammentazione e l’incomprensione; dall’altra, una convivenza in cui le differenze diventano occasione di incontro.
L’arcivescovo ha segnalato il progressivo irrigidimento del confronto pubblico e, richiamando una riflessione del cardinale Pierbattista Pizzaballa, il rischio di vivere in «bolle parallele che non comunicano tra loro», nelle quali ciascuno si confronta soltanto con chi condivide le proprie convinzioni. L’invito è all’ascolto, senza rinunciare alle proprie idee ma senza trasformare le differenze in contrapposizioni insanabili.
Baturi ha evocato la stessa dinamica a proposito delle recenti manifestazioni di giovani e giovanissimi, evidenziando la responsabilità educativa verso le nuove generazioni. Infine la cittadinanza: alla luce del pensiero di san Tommaso d’Aquino ha parlato della necessità di trasformare l’abitante in cittadino, perché la città non è solo uno spazio fisico o amministrativo, ma una comunità di persone con una responsabilità condivisa nella costruzione del bene comune.

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