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Newsletter. La guerra in Ucraina: due anni in fumo. Diamo speranza alla pace

giovedì 22 febbraio 2024

Un padre saluta la figlia a bordo di un treno che evacua i civili da Odessa, nel marzo 2022

La guerra in Ucraina: due anni in fumo. Diamo speranza alla pace

L’invasione russa dell’Ucraina compie proprio oggi due anni; ne sono passati dieci dall’invasione della Crimea. La guerra ha lasciato una scia di vittime civili, di soldati morti e feriti, oltre a sfollamenti e rovina economica. Sul piano militare, la situazione è in stallo e tra gli analisti c'è una certezza: nessuno potrà mai vincere la guerra in Ucraina. Che possibilità ci sono di trovare una soluzione al conflitto o almeno di dare speranza alla pace? Sono state proposte diverse soluzioni che si potrebbero realizzare attraverso un serio lavoro di negoziati diplomatici, tra le quali un nuovo assetto condiviso della sicurezza in Europa, un libero referendum nelle zone contese, con una amministrazione Onu provvisoria, una dichiarazione di neutralità dell’Ucraina... Il dibattito politico che crescerà nei prossimi mesi, trainato dalle elezioni per il Parlamento europeo, per il presidente Usa e per il Parlamento britannico, dovrebbe dare un segnale forte e unanime nel richiedere l’apertura di un negoziato di pace. Il presidente dell'Azione cattolica Giuseppe Notarstefano e il presidente del Consiglio scientifico dell'Istituto Toniolo Sandro Calvani spiegano perché è venuta l'ora di negoziati di pace.

DUE ANNI DI GUERRA: IL PODCAST "DENTRO L'AVVENIRE" E IL VIDEO DEL CONFRONTO CON GLI ESPERTI

Coltiviamo il seme lasciato da Navalny: sosteniamo gli oppositori in Russia

Non si saprà mai come sia davvero morto Alexeij Navalny, l'oppositore di Putin deceduto in prigione il 16 febbraio. La resistenza di chi continua a opporsi alla logica della guerra e della repressione, come Vladimir Kara-Murza, Ilya Yashin, Alekseij Gorinov o Boris Kagarlitsky, subisce un ulteriore e duro colpo. Ciò che andrebbe compreso, ora, da parte della comunità internazionale è che i prigionieri politici in Russia non vanno abbandonati a sé stessi. Di questa coscienza civile c’è un immenso bisogno, soprattutto adesso. In questi giorni tante donne e uomini, tanti giovani in diverse città della Russia si sono esposti per commemorare Navalny. E ci guardano. A loro e a tutti i dissidenti - scrive Raffaella Chiodo Karpinsky - nella vita quotidiana servirebbe un messaggio di vicinanza e sostegno molto più percepibile di quello arrivato finora. Per non sentirsi schiacciati fra l’oppressione del regime in Russia e la nostra indifferenza. Un seme che va sostenuto, coltivato e non lasciato morire.

Il punto decimale? inventato da un italiano già nel Quattrocento (con 150 anni di anticipo)

Sorpresa: il punto decimale è stato inventato circa 150 anni prima di quanto si pensasse. A rivelarlo un'analisi delle tavole astronomiche compilate dal mercante e matematico italiano Giovanni Bianchini, mercante veneziano e poi amministratore dei beni della potente famiglia d'Este del Ducato di Ferrara, negli anni Quaranta del Quattrocento, pubblicata su Historia Mathematica. Gli storici affermano che questa scoperta riscrive le origini di una delle convenzioni matematiche più importanti e suggerisce che Bianchini avrebbe potuto svolgere un ruolo più di rilievo nella storia della matematica più di quanto creduto in precedenza. Il punto decimale è stato un passo avanti per l'umanità, consentendo la facilità e l'efficienza dei calcoli che sono alla base della scienza e della tecnologia moderne. Lo racconta qui il nostro Davide Re.

Addio a Stefano Gheller, "testimonial" del diritto alla cura e a una vera libertà di scelta

È morto Stefano Gheller, il 50enne veneto affetto da distrofia muscolare che aveva ottenuto il 13 ottobre 2022 dall’Asl l'autorizzazione al suicidio assistito, chiarendo tuttavia che non era sua intenzione fruirne ma intendeva ottenere la possibilità di farlo se un giorno avesse voluto, quando il dolore si fosse fatto intollerabile. L'uomo, residente nel Vicentino, era attaccato al ventilatore da 35 anni. Gheller non era un testimonial della morte medicalmente assistita, ma piuttosto del diritto di cura e di una vera libertà di scelta. Una delegazione dei vescovi del Triveneto tempo fa si era recata a casa sua per dialogare sulla vita, le scelte durante la malattia, la morte, le terapie, il sostegno sanitario e umano indispensabile per malati nelle sue condizioni.

Lo spot del ministero senza cinture. Ma la pubblicità sa davvero educare?

Uno schermo diviso in due per due storie parallele: un gruppo di amiche è in auto per una serata “aggressive” in compagnia. Ridono, si divertono, usano il cellulare. Nel video di sinistra chi è al volante si distrae e l’auto si schianta, in quello di destra invece invita a mettere via lo smartphone. È parte della campagna sulla sicurezza stradale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diventata virale sui social (con strascichi politici) per un motivo particolare: in entrambe le situazioni nessuna delle ragazze ha le cinture di sicurezza allacciate. Che, come è noto, è proprio la base della sicurezza in strada. Nel gergo, un epic fail. La storia raccontata dal nostro Alessandro Beltrami.

Cibo e svaghi dei Romani riemergono dalle ceneri di Pompei

Dalle ceneri di Pompei rierge la vita quotidiana del I secolo, tra cibo, svaghi e dèi. Al Parco Archeologico di Pompei è stata allestita una mostra che non segue le solite regole del discorso artistico ma si misura con le condizioni storiche e offre per immagini una sorta di sociologia di usi, costumi, culti e rapporti di potere. Così da “L’altra Pompei. Vite comuni all’ombra del Vesuvio” (aperta fino al 15 dicembre) esce un quadro a tratti inedito, dove oltre l’immagine idilliaca si scopre quanto fossero sacrificate le sfere più umili e come il rapporto con l’Aldilà aspirasse a una nuova vita. Ne parla Giorgio Agnisola

Bello il discorso del Papa che gira sui social. Peccato che sia un falso

Niente da dire, il messaggio intriga. Non a caso è diventato “virale”, cioè spopola in rete. Un Papa secondo cui in Quaresima si può mangiare ciò che si vuole perché «il sacrificio non è nello stomaco ma nel cuore», spacca. Fa notizia, colpisce. Peccato però, e non si tratta proprio di un particolare da poco, che papa Francesco quelle cose non le abbia mai dette. Insomma, è una bufala, una falsa notizia, un fake. Perché periodicamente si diffondono messaggi di questo genere attribuiti al Papa? Riccardo Maccioni lo spiega in questo articolo.

Il Vangelo di domenica 4 febbraio commentato da don Luigi Verdi

Sul monte con Gesù per imparare ad ascoltarlo.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Ascolta il podcast