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Newsletter. Il Nobel per la pace all'eroina iraniana. Ma anche a tutte le altre

venerdì 6 ottobre 2023

Un iraniano in un bar di Teheran legge al telefonino la notizia del premio Nobel per la pace assegnato a Narges Mohammadi

Il Nobel a tutte le donne che lottano: in Iran, ma anche in Afghanistan...

Narges Mohammadi, l'attivista iraniana vincitrice del Nobel per la Pace, ha promesso che continuerà a lottare per «democrazia, libertà e uguaglianza» nel suo Paese. In un messaggio condiviso dalla sua famiglia, Mohammadi ha dichiarato che resterà in Iran per continuare nella sua battaglia «anche se dovessi passare il resto della mia vita in prigione» (CHI È). Il riflettore acceso sulla resistenza iraniana illumina anche le "sorelle" afghane, anch'esse oppresse nel disinteresse di tutti. «Anche lì le donne scendono in piazza, ma non sentiamo il loro urlo. Anche lì vengono rinchiuse in prigione, ma non avvertiamo la loro sofferenza. Vengono lapidate e annegate per peccati-reati che non lo sono affatto, ma non riusciamo a credere a quei rari e feroci video che vengono diffusi dalle attiviste rifugiate all’estero. Vengono rinchiuse in gabbie di stoffa – i burqa - e allontanate dalla scena pubblica perché sia più facile tenerle in pugno in quella privata. Vengono lasciate senza istruzione perché l’ignoranza facilita la sottomissione. La resistenza iraniana scende in piazza e rischia gli arresti, quella afghana tiene aperte le scuole clandestine. Le donne iraniane si tolgono il velo, le afghane con il velo addosso inventano modi per sopravvivere. Non vale un Nobel per la pace, tutto questo?», si chiede Antonella Mariani. Il commento di Riccardo Redaelli.

Cambiamenti climatici, tecnocrazia e meritocrazia: le parole del Papa

Per quanto si cerchi di «negarli, nasconderli, dissimularli o relativizzarli» i segni del cambiamento climatico «sono sempre più evidenti». Questo l’assunto da cui muove “Laudate Deum” (“Lodate Dio”) l’Esortazione apostolica di papa Francesco che aggiorna la “Laudate si’” a otto anni dalla pubblicazione dell’enciclica. Nella sua riflessione il Pontefice evidenzia gli sviluppi negativi legati «allo sfrenato intervento umano sulla natura negli ultimi due secoli», mette in guardia dai rischi legati al crescente paradigma tecnocratico e denuncia una sbagliata concezione della meritocrazia che porta «al dominio di coloro che sono nati con migliori condizioni di sviluppo» (qui la sintesi). Infine, ribadendo che la cura del creato è legata indissolubilmente alla fede cristiana, Francesco auspica che la prossima Conferenza Cop 28 in programma a Dubai «porti a una decisa accelerazione della transizione energetica con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente».

Al via la causa di beatificazione di don Giovanni Minzoni, ucciso dai fascisti

Don Giovanni Minzoni, il parroco di Argenta, nel Ferrarese, ucciso dai fascisti il 23 agosto 1923 potrebbe essere beatificato. Almeno questo è l’auspicio dei promotori la causa che si aprirà oggi alle 20.45 con una celebrazione in Cattedrale a Ravenna. Si tratta della prima fase, diocesana, del “processo” i cui atti, se l’iter proseguirà, verrà trasferito in Vaticano presso il Dicastero delle cause dei santi. Nato a Ravenna nel 1885, fu medaglia d’argento al valore militare per il servizio di cappellano svolto durante la prima guerra mondiale. Il suo impegno sociale e civile, insieme all’opposizione contro il fascismo, gli valsero la condanna a morte da parte del regime. Aggredito da due squadroni fascisti morì il 23 agosto 1923.

Contraccezione forzata delle donne inuit: ora lo scandalo tocca la Danimarca

Riemerge la drammatica vicenda, a lungo taciuta, della contraccezione forzata a cui sono state sottoposte le donne Inuit. In Groenlandia 67 donne della popolazione nativa hanno presentato una richiesta di risarcimento allo Stato danese, sovrano sulla grande isola del Nord Atlantico, che 60 anni fa organizzò una sistematica campagna di contraccezione senza il consenso delle donne, inconsapevoli del fatto che le veniva inserita la spirale per evitare nuove gravidanze e così non mettere al mondo piccoli Inuit. Le donne chiedono 300.000 corone, l'equivalente di circa 40.200 euro ciascuna. (Qui l'intera storia).

Il nuovo romanzo di Susanna Tamaro: "Il vento soffia dove vuole"

Raccontare tre volte la stessa storia, eppure non ripetersi mai. Anzi, sorprendere di continuo il lettore, che a pagina 80 credeva di aver compreso tutto e invece riparte, e ogni volta scopre che un’altra verità era più in profondo. È questa la delicata magia di Il vento soffia dove vuole, l’ultimo romanzo di Susanna Tamaro (Solferino, pagine 240, euro 17,00), in libreria dal 6 ottobre, trent’anni dopo quel Va’ dove ti porta il cuore che la rese famosa e tra le autrici italiane più tradotte nel mondo. L’unico personaggio presente nel romanzo epistolare, Chiara, approfitta di sette giorni di solitudine invernale per scrivere tre lettere, la prima alla figlia adottiva Alisha, innatamente spirituale e ora in viaggio con il fidanzato tra i bianchi silenzi della Finlandia, la seconda alla figlia naturale Ginevra, problematica e scontenta, fuggita con le amiche nella mondana Cortina, l’ultima al marito Davide, uomo solido e trasparente come i ghiacci che è andato a scalare. Una trama affascinante nella recensione della nostra Lucia Bellaspiga.

La pace nell'opera letteraria del Nobel "cattolico" Jon Fosse

Il norvegese Jon Fosse, 64 anni, è il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2023 «per le sue opere teatrali e la prosa innovativa che danno voce all’indicibile». Nonostante la varietà di generi, a caratterizzare la scrittura di Fosse sono due elementi: il primo è tecnico, ovvero le ripetizioni. Il secondo riguarda invece l’approccio non solo alla scrittura, ma all’applicazione di questa a ogni cosa: è come se Fosse portasse nella sua scrittura, nelle sue parole, qualcosa di ineffabile, con la capacità di dire quello che è indicibile. Questo elemento non è casuale. In primo luogo perché la letteratura può metterci in contatto con un altro spirito umano con tutte le sue debolezze e grandezza, in secondo luogo per la storia personale di Fosse. Nel 2012 infatti lo scrittore si è convertito al cattolicesimo e questo si è riversato sulla sua opera: «Sento che nella mia scrittura – ha detto in un’intervista al “New Yorker” – c’è una sorta di riconciliazione. O, per usare una parola cattolica o cristiana, di pace».

Francia, ora la "cimice dei letti" minaccia pure il turismo

Per osservarle bene conviene spesso impiegare una lente, ma in Francia sono ormai divenute un gigantesco problema nazionale. Oltralpe, le infestazioni da cimici dei letti hanno ampiamente scavalcato gli usuali focolai all’interno di alloggi vetusti o alberghi fatiscenti. Il problema chiama in causa ormai pure il Ministero dell’Istruzione e quello dei Trasporti, dato che gli insetti nocivi hanno colonizzato, fra l’altro, scuole, treni, metropolitane. Al momento, in tutto la Francia, sono 7 gli edifici scolastici infestati che hanno dovuto chiudere i battenti. Le «cimici francesi» sono state ritrovate persino in certi aerei, oltre che in cinema, in ospedali e talora in aziende private. L’esecutivo promette «un approccio globale», dato che il problema minaccia tanto la salute, quanto la stessa economia di un Paese, la Francia, che resta la prima destinazione turistica al mondo.

Il Vangelo di domenica 8 ottobre commentato da padre Ermes Ronchi

La vigna del Signore a un popolo che dà frutti

«Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono... ». Leggi qui