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Gandolfini: «Insieme per un grande sì alla famiglia»
LUCIANO MOIA
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Una battaglia condivisa per riaffermare la bellezza della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Un confronto decisivo, ma anche senza toni esasperati, per dire no alle leggi suggerite da una cultura che pretende di trasformare i desideri degli adulti in diritti contro i bambini a cui si vorrebbe negare la possibilità di crescere con una mamma e un papà. L’auspicio di Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato organizzatore del Family Day, è che oggi al Circo Massimo l’associazionismo familiare si mostri compatto e determinato. «C’è in gioco il bene comune e il futuro di tutti».


Sarà davvero una manifestazione per sostenere e promuovere la famiglia fondata sul matrimonio?
Sì, il nostro primo obiettivo è proprio quello di sostenere la bellezza della famiglia. Vogliamo cancellare lo stereotipo politicamente corretto secondo cui la famiglia è solo il luogo della grandi brutture e delle ingiustizie costanti. Si tratta di una solenne bugia. La famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna è il luogo dell’armonia, il luogo migliore per fare in modo che l’amore tra un uomo e una donna possa tra l’altro contribuire alla realizzazione di una società più civile e più onesta. E poi c’è il secondo obiettivo: riaffermare con forza e determinazione il diritto di ogni bambino ad avere un papà e una mamma contro tutte le posizioni ideologiche che sostengono altre soluzioni.


Da più parti si auspica un confronto sui contenuti reali dell’emergenza famiglia, senza né estremismi né violenze verbali. Ma sarà così?
Sarà certamente così. Ma ci sarà anche decisione nello stigmatizzare i passaggi più odiosi della proposta di legge sulle unioni civili, in particolare la stepchild adoption.


Spera che si tratti di un’opposizione risolutiva?
Non possiamo certo pretendere che il nostro comitato sia la risoluzione di tutti i problemi, ma vogliamo comunque fare un bel passo avanti. Poi toccherà ad altri fare il resto. E non mi riferisco solo alla legge sulle unioni civili, ma a tutti quei provvedimenti indispensabili per la vita delle famiglie, dagli interventi economici e fiscali, alla scuola, all’armonizzazione lavoro-famiglia.


Unioni civili a parte, qual è il fronte che ritiene più urgente?
Un provvedimento per aiutare le famiglie più povere che molto spesso sono anche quelle più numerose. In Italia sono 700mila i figli delle famiglie numerose, quelle con tre o più figli. E i dati statistici ci dicono che sono proprio questi i nuclei familiari a cui serve con urgente un investimento coraggioso, ma di tipo non assistenziale. Perché la famiglia è la prima risorsa sociale, non un 'ente' qualsiasi a cui far giungere degli aiuti.


Torniamo all’incontro di questo pomeriggio. Chi salirà sul palco per spiegare i motivi della manifestazione?
Naturalmente, come portavoce del comitato organizzatore, ci sarò io. Ma prima presenteremo alcune testimonianze significative. Da Zeljka Markic, la leader del Comitato promotore del referendum contro le nozze gay in Crozia e Slovenia che ha portato all’abrogazione della legge, alla femminista americana Jennifer Lahl, che ha realizzato il video sul dramma vergognoso degli ovociti. E poi ci sarà Anita Godelli, la figlia adottiva che ha fatto ricorso alla Corte europea per i diritti dell’uomo allo scopo di conoscere le sue origini biologiche. Poi, dopo qualche intermezzo musicale, il mio intervento politico. Che sarà l’unico.


Grande manifestazione, centinaia di migliaia di persone, e dopo? Diciamo che staremo con gli occhi aperti sulla legge. Vedremo come andrà in Senato e cosa succederà dopo. Non abbiamo intenzione di mollare. Naturalmente anche su quello che sarà deciso dal punto di vista costruttivo a favore della famiglia. Se si apriranno dei tavoli di confronto e qualcuno vorrà ascoltare anche il nostro parere, noi siamo pronti.


Proviamo a ripetere in estrema sintesi cosa non va nel ddl sulle unioni civili?
Inaccettabile la stepchild adoption. Inaccettabile l’affido rafforzato. Vanno profondamente modificati gli articoli 2 e 3 che pretendono di omologare le unioni civili al matrimonio. Noi pensiamo che sarebbe utile fare un testo unico in cui si riuniscono per tutte le leggi del codice civile che già prevedono diritti per gli omosessuali. E bisogna rimettere mano con urgenza alla legge sulle adozioni. Quando è stata approvata nell’83 ero in Perù ad adottare la mia prima bambina. Poi ne sono arrivati, sempre con l’adozione, altri sei. E so per esperienza diretta quanto l’adozione in Italia sia onerosa e difficoltosa.


Crede davvero che le lobby gay abbiano avuto un peso decisivo per 'suggerire' un progetto di legge così sbilanciato?
Non ho nessun dubbio. Non so se in Italia siano così ben organizzate come negli Usa, dove hanno l’appoggio di tutto il mondo e dello spettacolo e della moda. Muovono miliardi. Siamo Davide contro Golia. Ma mi pare che poi abbia vinto il primo...


Ma cosa si può fare per arginare questo potere culturale negativo che sta invadendo politica, scuola e addirittura il nostro modo di pensare?
Mettiamoci insieme per una battaglia virtuosa. Tutto l’associazionismo che mette al centro i valori del Vangelo dovrebbero essere compatto. Questo è davvero un confronto epocale e non dobbiamo fermarci a mettere in luce le piccole differenze o le sfumature di sensibilità. E poi è necessario essere propositivi. Tanti cervelli insieme per un solo obiettivo. E questo è vero sia a culturale, antropologico, che strategico. E riflette le indicazioni della Chiesa sul ruolo dei laici.


Lei ha sette figli che ha adottato in varie parti del mondo, è un neurochirurgo affermato, è impegnato nell’associazionismo a vari livelli. Non era già abbastanza complicata la sua vita senza prendere anche questa nuova grana? 
Mi sono trovato in mezzo a questa situazione e sono straconvinto che la provvidenza c’entri qualcosa. Ora voglio vedere cosa succede e finché non avremo realizzato gli obiettivi per cui tanta e tanta gente oggi arriverà a Roma, non intendo tirarmi da parte. Lo devo alla mia coerenza di cittadino e di cristiano.
 
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