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Continua la battaglia di Aleppo
Turchia e Sauditi: ipotesi di intervento in Siria
 
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In Siria lo scenario si complica e le armi continuano a uccidere. Mentre da una parte la diplomazia internazionale lavora per raggiungere una tregua entro le prossime settimane, dall'altra Turchia e Arabia Saudita sembrano prepararsi a un intervento di terra a sostegno delle forze islamiste filo saudite.

Oggi l'esercito siriano ha continuato la sua avanzata da Nord verso la città di Aleppo. L'obiettivo dell'offensiva lanciata a fine gennaio con il sostegno dell'aviazione russa è di liberare Aleppo e di togliere l'assedio dei ribelli islamisti ad alcuni villaggi. Inoltre si cerca di tagliare le vie di rifornimento che alimentano i ribelli turcomanni e jiahadisti.

L'agenzia governativa Sana riferisce che le forze lealiste hanno ripreso oggi il controllo del villaggio di Al Tamoura. Sul terreno, con Damasco, sono impegnati anche miliziani sciiti libanesi Hezbollah e Pasdaran iraniani, per lo meno nel ruolo di consiglieri.

Intanto "Una buona quantità" di missili terra-terra Grad inviati da "sostenitori stranieri" sono arrivati negli ultimi giorni ai combattenti dell'opposizione siriana per aiutarli a respingere l'offensiva in corso delle forze governative sostenute dagli aerei russi nel nord della provincia di Aleppo. A rivelarlo è la tv satellitare al Arabiya che cita due comandanti ribelli. E' noto che finanziamenti agli islamisti in Siria arrivano dai Paesi del Golfo e dalla Turchia. E non solo.

Turchia e Arabia Saudita pensano a entrare in Siria
Turchia e Arabia Saudita stanno riflettendo su una possibile operazione di terra in Siria contro lo Stato islamico, che però tecnicamente si presenterebbe come un'invasione di uno stato sovrano. A dirlo è stato il ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, parlando mentre era in viaggio per andare alla conferenza di Monaco sulla sicurezza. "Abbiamo dichiarato che Turchia e Arabia Saudita, tutti noi, possiamo prendere parte a un'operazione di terra. Dicono che la Turchia non abbia la volontà di lottare contro Daesh, però le proposte più concrete le ha fatte la Turchia", ha affermato il ministro.

Secondo i quotidiani turchi Milliyet y Yeni Safak, Cavusoglu ha ipotizzato che le truppe saudite possano entrare in Siria passando dal territorio turco. "Questo è un desiderio, niente di pianificato. L'Arabia Saudita sta inviando aerei e sta dicendo che potrebbe mettere a disposizione truppe per un'operazione terrestre se fosse necessario", ha spiegato Cavusoglu.

Per il momento sono arrivati aerei militari sauditi nella base turca di Incirlik, già usata dagli Stati Uniti per realizzare attacchi aerei contro Daesh in Siria. Cavusoglu ha indicato che l'arrivo dei cacciabombardieri, il cui numero non è stato precisato, e il fatto di essere disposti a inviare truppe, mostrano "la determinazione dell'Arabia Saudita a lottare contro il terrorismo in Siria".

Cavusoglu è poi tornato a criticare gli Stati Uniti per il fatto di mantenere contatti con l'Ypd, milizia curda che lotta con successo contro i jihadisti del Daesh e non solo, ma che la Turchia qualifica come gruppo terrorista.

Waghington avvisa Mosca
Siamo a una svolta in Siria, le decisioni delle prossime settimane potrebbero significare la fine o l'inasprimento del conflitto. Lo ha detto il segretario di Stato John Kerry a Monaco, intervenendo alla Conferenza della Sicurezza. Kerry ha però anche intimato alla Russia di smettere di bombardare l'Opposizione siriana: "Finora la maggior parte degli attacchi è stata volta a colpire la legittima opposizione siriana", ha denunciato.

Mosca avvisa Washington
Se non saranno istituite linee di comunicazioni "oneste" e stabili, su base "giornaliera, se non ora per ora" tra l'apparato militare russo e quello americano, gli accordi sul cessate il fuoco in Siria e sull'assistenza umanitaria "non potranno essere messi in pratica". "Se gli Stati Uniti fanno marcia indietro ora, si assumeranno una responsabilità colossale", ha avvertito il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov citato da Interfax.

Inoltre, ha affermato Lavrov, "l'opposizione siriana ha violato la risoluzione Onu avanzando precondizioni per le negoziazioni con Damasco. Parte dell'opposizione sta ponendo precondizioni e ultimatum per iniziare il processo negoziale e sta cercando di dividere il gruppo internazionale di sostegno alla Siria".
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