Passa a livello superiore
Accesso
Mondo
Turchia
Strage di Ankara, 10 arresti nel sud-est curdo
 
  • twitter
  • google +
  • segnala ad un amico
    mail
  • font
  • stampa quest'articolo
    print

​​
2016-premio-candida-300x125.gif
La polizia ha fermato almeno 10 persone a Sanliurfa, nel sud-est della Turchia al confine con la Siria, accusate di legami con i 2 presunti kamikaze che domenica hanno ucciso 37 persone con un'autobomba ad Ankara.

Tra i fermati ci sono anche familiari di almeno uno dei sospetti attentatori. Gli altri finiti in manette sono impiegati della concessionaria dove i kamikaze si sarebbero procurati la Bmw bianca usata per l'attacco.

RAID CONTRO PKK. Le forze aeree turche hanno colpito lunedì mattina 18 obiettivi del Pkk nelle zone di Qandil e Gara, nel nord dell'Iraq, dopo l'attentato ad Ankara, attribuito ai curdi del Pkk. Lo ha annunciato lo Stato Maggiore turco.

IL FATTO. Poco dopo le 18.30 di domenica un'auto carica di esplosivo si è schiantata contro un autobus nei pressi di una fermata, dove si trovavano decine di persone in attesa. Alcuni veicoli parcheggiati hanno preso fuoco. L'esplosione è avvenuta in una zona centralissima della capitale turca, tra il parco Guven e il boulevard Ataturk. A poca distanza ci sono i ministeri della Giustizia e dell'Istruzione e gli uffici del primo ministro Ahmet Davutoglu. La zona è stata evacuata nel timore di una seconda esplosione.

LE VITTIME. I morti sarebbero 37, tra cui due kamikaze e sette poliziotti. Il ministro della Salute, Mehmet Muezzinoglu, ha aggiunto che i feriti sono 125, di cui 19 gravi.

GLI ATTENTATORI.Il ministro dell'Interno, Efkan Ala, ha subito parlato di "attacco terroristico", le autorità hanno indicato la matrice curda. Identificati anche i 2 kamikaze. Si tratterebbe di uomo di nazionalità turca, con precedenti penali per legami con il Pkk, e di una studentessa di 23 anni sparita nel 2014 e già processata per attività di propaganda per i separatisti curdi del Pkk.

I PRECEDENTI. L'autobomba esplosa il mese scorso, sempre ad Ankara, era stata attribuita dal governo al Pkk e ai curdi siriani del Pyd ma rivendicata dagli estremisti curdi del Tak.

ERDOGAN: LOTTA AL TERRORE. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso con un comunicato la sua condanna per l'attacco: "A seguito dell'instabilità nella regione, negli ultimi anni la Turchia è stata oggetto di attacchi terroristici", scrive Erdogan. Di fronte ad azioni che "minacciano l'integrità del nostro Paese", continua la nota, "proseguiremo la lotta al terrorismo con ancor più determinazione".

RENZI: I TERRORISTI NON CI PIEGHERANNO. Il presidente del consiglio Matteo Renzi, a proposito degli attentati ad Ankara e in Costa d'Avorio, ha dichiarato: "I terroristi devono sapere che per quanto sanguinoso sarà il loro odio non riusciranno a piegarci e scuoterci, ovunque essi colpiscano". "La risposta e la condanna della comunità internazionale sarà ferma, unanime, risoluta", ha aggiunto.
© riproduzione riservata
segnala ad un amico stampa quest'articolo
Articoli in evidenza